Larry Flynt - Oltre lo scandalo

THE PEOPLE VS. LARRY FLYNT

USA, CANADA - 1996
All'inizio degli anni Settanta in America Larry Flynt gestisce alcuni anonimi locali di spogliarello che faticano ad andare avanti. Quando un giorno ha l'idea di trasferire la sua attività su una rivista, la sua vita cambia di colpo. Dopo i primi periodi di incertezza e di difficoltà, il giornale mensile, chiamato Hustler, comincia a vendere un numero sempre maggiore di copie e Larry diventa sempre più ricco, dando vita ad un vero e proprio impero editoriale. A metà tra erotismo e pornografia, la rivista arriva su tutto il territorio nazionale, ma quando Larry decide di trasferire a Cincinnati il quartiere generale della casa editrice, la cosa viene presa come un affronto da due eminenti personalità locali, che cominciano una battaglia con l'editore. Nel 1976, Flynt viene arrestato per oscenità, evitato da tutte le forze politiche e indicato come persona pericolosa, anche a motivo del suo matrimonio con Althea Leasure, già spogliarellista ora dedita alla droga.Solo il giovane avvocato Isaacman accetta di difenderlo nei vari processi che si susseguono a ritmo crescente. Flynt dapprima si allea con l'evangelista Ruth Carter (sorella del presidente) e sembra convinto di dare alla propria vita una svolta religiosa, poi rimasto paralizzato in seguito ad un attentato, rinuncia alle sue aspirazioni interiori e riprende in pieno il suo ruolo di editore pornografico. Il predicatore televisivo Jerry Falwell lo denuncia per diffamazione ma il processo si conclude con l'assoluzione. A questo punto Larry decide di presentare appello alla Corte Suprema in difesa del suo diritto di libertà di parola. La Corte, dopo una lunga riflessione, emette all'unanimità un verdetto favorevole all'editore, stabilendo così un fondamentale precedente.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1997.

- ORSO D'ORO AL FESTIVAL DI BERLINO (1997).

- GOLDEN GLOBE (1997) A MILOS FORMAN COME MIGLIOR REGISTA E PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA.

CRITICA

"Il problema di fondo della libertà d'espressione è svolto con taglio spettacolare ma rigoroso e incisivo, raccontato con forza e convinzione da un regista come Forman, oggi cittadino americano ma esule negli anni Sessanta dalle ex Cecoslovacchia e quindi a pieno diritto testimone di cosa significhi potersi o non potersi esprimere liberamente. (...) Larry è mostrato come un uomo che vive tra solitudine e sofferenza, un esemplare di quel 'male involontario', nel quale l'individuo rimane invischiato, senza sapere come uscirne, chiedendo aiuto, senza ricevere risposta, un peccatore che sente confusamente l'esistenza di qualcos'altro, ma si ritrae quasi spaventato, un rappresentante della feccia, degli ultimi, per difendere i quali combatte una strenua battaglia civile." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 123, 1997)

" Una domanda andrebbe rivolta alla giuria del festival di Berlino, che ha premiato con l'Orso d'oro questo film che non è certo del miglior Forman, per chi ricorda 'Taking Off' e 'Qualcuno volò sul nido del cuculo' o 'Amadeus', ma le giurie, si sa, sono insindacabili." (Franco Colombo, L'Eco di Bergamo, 3/3/97)
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