L'appartamento

The Apartment

USA - 1960
Bud Baxter, impiegato in una grande compagnia di assicurazioni, fa una rapida carriera, non per i suoi meriti personali, ma perché, avendo un appartamento da scapolo, ne concede l'uso ai superiori che vi incontrano le loro amichette. In tal modo egli si assicura la loro protezione. Lo stesso capo del personale, Sheldrake, ottiene un giorno da Bud la chiave dell'appartamento; ma questo scopre con profondo rammarico che l'amica di Sheldrake è Fran, una delle addette agli ascensori, ch'egli ama in segreto. Rientrando nell'appartamento, Bud vi trova Fran svenuta. La ragazza si è resa conto che Sheldrake, malgrado le precedenti promesse, non la sposerà, e disperata inghiotte dei sonniferi. Bud chiama un medico e prodiga alla fanciulla le più solerti cure, finchè la vede ristabilita, e poichè ella mostra di amare ancora Sheldrake, decide di salvarla sposandola. Ma quando si presenta al capo del personale per comunicargli i suoi propositi, questi lo previene dicendogli che ha deciso di far divorzio dalla moglie per sposare Fran. Alla fine Sheldrake chiede a Bud la chiave dell'appartamento; ma la richiesta provoca l'energica reazione dell'impiegato, il quale dichiara che non presterà più l'appartamento a nessuno, e contemporaneamente presenta le sue dimissioni dall'impiego. L'atteggiamento di Bud fa comprendere a Fran quanto sia profondo il suo amore per lei: ella tronca ogni relazione con Sheldrake e si rifugia nell'affetto di Bud, ch'ella ormai condivide.

CAST

NOTE

- VINCITORE DI 5 PREMI OSCAR 1961: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE, MIGLIOR MONTAGGIO E MIGLIORE SCENOGRAFIA.

- COPPA VOLPI COME MIGLIORE ATTRICE A SHIRLEY MACLAINE ALLA MOSTRA DI VENEZIA DEL 1960.

CRITICA

"Deliziosa commedia dolceamara di Billy Wilder, tremendamente cinica sotto la buccia buffa, sepolta da una pioggia di meritatissimi Oscar. Jack Lemmon e Shirley MacLaine formano un tandem leggero senza pari nella storia del cinema, ma anche il burbero Fred Mac Murray sa stare al gioco con classe sopraffina". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 11 agosto 2000)
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