Lady Frankenstein

ITALIA - 1971
Dopo una serie di prove compiute sugli animali, il barone Frankenstein e il suo aiutante, il dottor Charles Marshall, trapiantano nel corpo di un uomo il cuore e il cervello di un delinquente impiccato. L'esperimento riesce, ma il risultato è una mostruosa creatura, dotata di istinti criminali e di una forza straordinaria. La prima vittima è lo stesso barone. Il mostro - che la polizia è incapace di fermare, anche con le armi - uccide chiunque gli si pari dinanzi, e soprattutto coloro che avevano aiutato Frankenstein a procurarsi i cadaveri. Tania, la figlia del barone, laureata in chirurgia e fervente sostenitrice degli esperimenti del padre, convince Marshall, che è innamorato di lei, a farsi trapiantare cuore e cervello nel corpo di Thomas, un giovane garzone mentecatto, ma dotato di grande forza fisica: soltanto in questo modo, infatti, sarà possibile opporre al mostro qualcuno in grado di resistergli e di annientarlo. Ucciso Thomas, Tania procede al trapianto. L'uomo che ne risulta - fattezze del garzone, cuore e cervello di Marshall - affronta il mostro e, con l'aiuto determinante di Tania riesce a distruggerlo. Tuttavia, anche per la ragazza è la fine, poiché Thomas-Charles, mentre giace tra le sue braccia, la strangola.
  • Altri titoli:
    Daughter of Frankenstein
    Madame Frankenstein
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, EASTMANCOLOR, METROCOLOR
  • Tratto da: ispirato al libro "Frankenstein" di Mary Shelley
  • Produzione: CONDOR INTERNATIONAL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1996.

CRITICA

"Si tratta di un film dell'orrore, basato sulla consueta, stantia formula dello scienziato che si erge a creatore per poi rimanere vittima dei suoi folli esperimenti. Squallido miscuglio di erotismo e di violenza, mai ravvivata da un minimo di ironia, l'insulsa vicenda non raggiunge nemmeno quegli effetti di suspense che sono l'unica giustificazione del 'genere'." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 74, 1973)
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