LADRI DI SAPONETTE

ITALIA - 1989
LADRI DI SAPONETTE
Mentre una famiglia di teledipendenti assiste svogliatamente alla trasmissione del film 'Ladri di saponette', in bianco e nero, del regista Maurizio Nichetti, ambientato nell'Italia del dopoguerra, una specie di remake di un film neorealista - i cui protagonisti (Antonio Piermattei, operaio disoccupato, e la moglie Maria, una casalinga con velleità di cantante, con i loro due figli, il piccolissimo Paolo, e Bruno, un bambino di sei anni, saggio e laborioso) vivono una tragica condizione di miseria - la pubblicità a colori interrompe continuamente narrazione ed atmosfera. Durante uno di questi spot pubblicitari, una modella, per un breve ma misterioso black-out, si ritrova nel film in bianco e nero sconvolgendo pertanto la vita della famiglia Piermattei. Poco dopo Maria, inconsapevolmente, si trova catapultata a reclamizzare certi detersivi nella pubblicità a colori. L'intervento, durante la trasmissione, del regista Nichetti per ridare al suo film l'integrità del racconto sarà inutile: la contaminazione con la pubblicità ha colpito anche i suoi personaggi. Gli ignari e frustrati telespettatori però non si sono resi conto di nulla...
  • Altri titoli:
    LE VOLEUR DE SAVONETTES
    THE ICICLE THIEF
    DIE SEIFENDIEBE
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: ERNESTO DI SARRO PER BAMBU' CINEMA E TV, RETEITALIA
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO

NOTE

- GRAN PREMIO AL FESTIVAL DI MOSCA NEL 1989.
- IL FILM E' STATO GIRATO IN OTTO SETTIMANE IN AMBIENTI PAZIENTEMENTE RICERCATI FRA MILANO E DINTORNI PER UN COSTO DI DUE MILIARDI E MEZZO.

- UNA PARTICOLARE ATTENZIONE MERITA IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA, MARIO BATTISTONI, IMPEGNATO A RECUPERARE IL BIANCO E NERO NEOREALISTA E IL COLORE FREDDO E FUNZIONALE DELLA PUBBLICITA'.

- FRANCO GODI E' L'IDEATORE DEI JINGLE PUBBLICITARI.

CRITICA

"Il film italiano più originale del 1989: ironico, ricco di idee, intelligente e anche filologico. Una bella satira del neorealismo, un violento attacco alla televisione e, per buono peso, una graziosa partecipazione autoironica di Claudio G. Fava". (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)

"Questo lavoro surreale e fantasioso oltre ad offrire un sicuro divertimento, invita anche a riflettere su certi influssi negativi che lo snodato uso della pubblicità può determinare nel settore degli audiovisivi. Degna di rilievo è l'interpretazione di Nichetti". (Segnalazioni Cinematografiche)
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