LADRI DI CINEMA

ITALIA - 1994
Mercurio, regista indipendente, tenacemente insiste con la Mantide Film, perché distribuisca un suo lavoro. Ma il presidente Balestra è inavvicinabile: le telefonate a vuoto sono innumerevoli e i giorni passano inutilmente. Contattato infine il dottor Aristide, assistente del produttore (cui nei fatti preme soltanto l'importazione di film americani) e quasi alle "soglie" di un contratto, perché il prodotto è meritevole (in realtà né Balestra, né Aristide hanno visto il film), Mercurio viene consigliato da costui di effettuare una proiezione del suo film a Cannes durante l'annuale Festival. Qui il regista incontra una giovane franco-svedese, Josephine, che risulta essere l'unico spettatore nella sala noleggiata e la ospita nel suo pullmino (lei sembra affascinata da quel tipo maturo e interessato al proprio lavoro). Il deluso Mercurio intanto gioca ma perde al Casinò, per cui vende l'automezzo, che però Josephine ricompra per lui. Trovato infine al telefono il fantomatico Balestra, costui umilia Mercurio e rifiuta di distribuire il suo film. Partito insieme a Josephine per Roma, qui Mercurio medita la vendetta. Organizzati come un "commando incursore" Paola, Valerio, Marco e Carlotta, giovani svelti e intelligenti della propria troupe e preceduto da una telefonata di autorizzazione di Aristide (ci ha pensato Marco alterando la voce di questi), un giorno all'alba Mercurio si presenta al magazzino di Balestra, simula il ritiro in prestito di alcune apparecchiature tecniche (questo il pretesto), ma di fatto preleva impudentemente il negativo di un film americano, che la Mantide sta per distribuire. La restituzione del materiale è un vero ricatto a Balestra e questi, in piena serata finale alla Mostra del Cinema di Venezia, annuncia tra gli applausi la prossima apertura in tutte le città capo-zona d'Italia di altrettante sale destinate ai film della giovane produzione italiana. Nello splendido cortile di Palazzo Ducale Mercurio, i giovani e la bionda straniera assaporano le elettrizzanti gioie della vittoria.
  • Altri titoli:
    THE FILM THIEF
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: AZIONE CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (1994) - MONACO INTERNATIONAL GROUP (WINNERS)

CRITICA

"Povero cinema italiano, schiacciato dalla concorrenza americana e costretto ad accontentarsi di uno striminzito 4,6 % dei proventi nelle sale cinematografiche di casa propria. E meno male che non ne fa una tragedia, avendo imparato a ridere di sé stesso e dei propri guai. Dopo 'La vera vita di Antonio H.' ecco 'Ladri di cinema' che con altrettanta ironia sposta la sua attenzione su un autore indipendente, eufemismo per indicare uno di quei Don Chisciotte mai invitato alla festa, che con i quattro soldi che gli arrivano dalle sovvenzioni statali previste dall'articolo 28 della legge sul cinema si accontenta di fare le nozze con i fichi secchi. Prendendo a modello Nanni Moretti, Piero Natoli racconta in prima persona la vita agra di un regista alle prese con un industriale del cinema che ne alimenta cinicamente le illusioni. Ma la vendetta è in agguato . Un 'caro diario' non privo di qualche inventiva ma esile, fragile e frammentario." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 26 ottobre 1994)

"Una commedia ricca di verve, con un retrogusto malinconico: ben realizzata, diretta con eleganza, intrisa di elementi autobiografici filtrati attraverso il velo dell'ironia. Piero Natoli conferma la sua vocazione di cineasta raffinato, e 'Ladri di cinema' si aggiunge efficacemente ai precedenti titoli dell'autore ('Armonica a bocca', 'Confusione', 'Chi c'è c'è') arricchendone il profilo ed alimentando autorevolmente la speranza di un rigoglio del nostro cinema indipendente." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 19 dicembre 1994)
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