Ladri di biciclette

ITALIA - 1948
Antonio, un operaio disoccupato, trova impiego come attacchino municipale, ma la bicicletta di cui ha bisogno per lavorare, al momento si trova al Monte di Pietà e, per riscattarla, sua moglie Maria impegna le lenzuola. Dopo meno di un'ora di attacchinaggio, però, un ladruncolo ruba la preziosa bicicletta. Antonio tenta un inseguimento, ma non riesce a prenderlo e non gli resta che ritornare a casa in preda alla disperazione. Anche al Commissariato, dove denuncia il furto, non gli danno alcuna speranza. Nessuno si interessa al suo caso e Antonio inizia a vagare tra i rivenditori di biciclette accompagnato da suo figlio Bruno, un bambino di sei anni. Quando tra la folla intravedono il ladro, Antonio e Bruno iniziano a inseguirlo. In una Roma domenicale, i due trovano soltanto indifferenza e ostilità e alla fine, in preda alla disperazione, ad Antonio non rimane che tentare il furto. Sarà solo il pianto del suo bambino a salvarlo dalla polizia.

CAST

NOTE

- PREMIO OSCAR 1949 PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO (CHE FINO AL 1955 SI CHIAMERA' SOLO "PREMIO SPECIALE"), IL SECONDO PER DE SICA CHE LO AVEVA GIA' VINTO CON "SCIUSCIA' " NEL 1946.

- CANDIDATO ALL'OSCAR ANCHE PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA.

- NASTRO D'ARGENTO 1949 PER: MIGLIOR FILM, SOGGETTO, REGIA, SCENEGGIATURA, FOTOGRAFIA, MUSICA.

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL IV FESTIVAL DI LOCARNO 1949.

- GRAN PREMIO AL FESTIVAL MONDIALE DEL FILM E DELLE ARTI DEL BELGIO 1949.

- PREMIO AL BRITISH FILM ACADEMY 1950.

- NEL 1958 E' STATO GIUDICATO "SECONDO MIGLIOR FILM DI TUTTI I TEMPI" ALLA CONFRONTATION DI BRUXELLES.

- IL BRITISH FILM INSTITUTE LO HA INSERITO NELLA CLASSIFICA, STILATA NEL 2005, DELLE 50 OPERE PIÙ ADATTE A UN PUBBLICO GIOVANE.

- IL FILM E' STATO RESTAURATO NEL LUGLIO 2002 PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI VITTORIO DE SICA (7 LUGLIO 1902).

- AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018) NELLA SEZIONE 'CANNES CLASSICS', PRESENTATA LA VERSIONE RESTAURATA A CURA DELLA FONDAZIONE CINETECA DI BOLOGNA - LABORATORIO L'IMMAGINE RITROVATA E COMPASS FILM DI STEFANO LIBASSI, IN COLLABORAZIONE CON ARTHUR COHN, EURO IMMOBILFIN, ARTEDIS, E CON IL SOSTEGNO DI ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ.

CRITICA

"L'aneddoto è debole specie alla partenza: una bicicletta di terza mano non è poi difficile da ottenere in Italia. Superato il piccolo impaccio iniziale, il racconto corre via geniale e felice. E' un capolavoro fatto di nulla, tra il primo Clair e il secondo Chaplin, pieno di delicate osservazioni d'ambiente, di trovate d'atmosfera: un'elegia nata sotto il segno della grazia, e che sarà difficile ripetere [...]". (Piero Bianchi, "Filmcritica", 6/7, giugno/luglio 1951)
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