LABIRINTO MORTALE

THE HOUSE ON CARROLL STREET

USA - 1988
LABIRINTO MORTALE
In America, la govane "radical" Emily Crane si trova nei guai anche con il lavoro presso "Life Magazine" (la licenziano sui due piedi), poichè si è rifiutata di fornire una lista di nomi nel corso di una seduta della Commissione per le attività antiamericane, che l'ha convocata in qualità di testimone. Avendo trovato un lavoretto come lettrice ad ore presso una vecchia signora, essa scopre per puro caso che nel villino adiacente vi sono strani colloqui in lingua tedesca. Stephan - un giovanissimo immigrato - fa da interprete. Incuriosita e un pò impicciona com'è, Emily contatta il ragazzo e scopre molte cose, insospettendo un'agente - Cochran - che l'Fbi ha incaricato di spiarla. Un'organizzazione ha messo su un pericoloso traffico, facendo entrare gente di fede nazista negli Stati Uniti, con nomi di ebrei tedeschi deceduti e seppelliti. Del gioco dovrebbe profittare in termini elettorali un senatore, il cui agente - Salwen - era l'avvocato accusatore della Crane in sede di Commissione. Salwen si avvale di loschi figuri e fa pressioni e minacce nei confronti della donna, diventata ormai una testimone scomodissima. L'interprete Stephan muore pugnalato, ma Emily non cede, aiutata anzi da Cochran, che miracolosamente la salva all'ultimo minuto, allorchè un ordigno a tempo è stato piazzato nell'alloggio della Crane. La scoperta dell'intrigo dei criminali nazisti arriva al redde-rationem per questi ultimi, che avviene nella stazione del Grand Centrale. Emily sta per essere uccisa dal malvagio Salwen, ma Cochran interviene e la salva, mentre l'altro muore, precipitando dal tetto nella hall principale.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: ROBERT F. COLESBERRY
  • Distribuzione: C.D.I. (1988) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

E' un trhilling, ma difetta nella impostazione essenziale e, cioè, quella della attivazione della suspence fino alla conclusione finale. Film dignitoso, ma senza un gran mordente. (Segnalazioni Cinematografiche) Scritta da Walter Bernstein, finito 40 anni fa sulla lista nera dei filocomunisti, la sceneggiatura è così mediocre e piena di buchi che nemmeno la regia del bravo Yates può salvarla. (Laura e Morando Morandini, Telesette) Il quadro storico è poco più di un pretesto. Il film è semplicemente un poliziesco diretto con mestiere da un regista che è stato anche più originale di così. Comunque uno spettacolo soddisfacente. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) Ottima prova della Mcgilles e del regista Peter Yates. Per chi ama le trame mozzafiato, anche se il film, qua e là, cade un pò di tono. (Teletutto)
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