Labirinto di passioni

Laberinto de pasiones

SPAGNA - 1982
Labirinto di passioni
Reza Niro (figlio dell'ex imperatore del Tiran), che vive sotto il falso nome di Johnny, e Sexilia, figlia di un noto ginecologo, sostenitore dell'inseminazione artificiale, in conseguenza di un trauma, vissuto insieme da bambini hanno avuto delle trasformazioni: Sexilia è diventata una ninfomane e Reza un omosessuale. Quando si incontrano di nuovo da adulti, fra loro nasce un amore, fatto solo di sentimenti; soltanto alla fine, infatti, i due giovani avranno un normale e ardente rapporto sessuale, in aereo, mentre volano verso l'isola di Costadore. Intorno a loro, agiscono alcuni personaggi, più o meno viziosi: la principessa Toraya, matrigna di Reza, ora ripudiata dall'ex imperatore del Tiran, che intanto ha avuto un rapporto col figliastro (il primo del giovane con una donna); Queti, una ragazza che, lavorando nella lavanderia del padre, è violentata continuamente da questi. Queti, divenuta amica di Sexilia, che ammira moltissimo, scappa di casa, si fa fare una plastica facciale, che la rende identica a lei, e va a vivere in casa dell'amica (che ora è partita con l'innamorato), dove finisce fra le braccia del ginecologo, che finora aveva avuto in odio il sesso, tanto da rifiutare le profferte di molte donne, specialmente quelle della psicologa Susana. Tutto si svolge fra le esibizioni di un complesso di musica leggera e le trame di un gruppo di terroristi Tiraniani, che vorrebbero catturare Reza e Toraya.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1.66:1) EASTMANCOLOR
  • Produzione: ALPHAVILLE
  • Distribuzione: TITANUS DISTRIBUZIONE - VIDEOGRAM, TITANUS DISTRIBUZIONE VIDEO, NUMBER ONE VIDEO
  • Vietato 14

CRITICA

"Quando un autore diventa famoso, i distributori si precipitano a cercare i suoi vecchi titoli che all'epoca non avrebbero voluto neanche gratis. Il film è gracile, goliardico e poco spiritoso." (Alessandra Levantesi, ('La Stampa')

"Pornodive, fotoromanzi sadici, sberleffi vari, propri di una goliardia che crede di divertire strizzando l'occhio all'irriverenza e alla perversione in un carosello di volgarità. Quando invece siamo in una grezza paccottiglia da cui è esclusa la grazia della satira." (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero')

"E' un filmaccio sgangherato, sciatto, senza centro, con poche eccezioni, mal recitato." (Morando Morandini, 'Il Giorno')

"C'è troppo disordine, gli episodi si affastellano senza logica, i casi son tutti così esagerati e esasperati da provocare solo fastidio e i modi di rappresentazione, minati alla base da una evidente povertà di mezzi produttivi, sono spesso quasi grezzi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')
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