La zona

SPAGNA, MESSICO - 2007
La zona
Alejandro è un adolescente che vive nella 'Zona', un ricco quartiere di Città del Messico recintato e protetto da guardie private. Il giorno del compleanno di Alejandro, tre ragazzi delle borgate riescono ad introdursi nel quartiere per compiere un furto, ma qualcosa va storto. Dei tre ragazzi, due vengono uccisi dalle guardie e l'unico superstite, che viene catturato, invece di essere consegnato alla polizia, viene direttamente processato dagli abitanti del quartiere in casa di Alejandro, durante la sua festa di compleanno.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MORENA FILMS, BUENAVENTURA FILMS, FIDECINE, ESTRATEGIA, JALEO FILMS, GRUP JOAN ANDREU, VACA FILMS, ORIO PRODUKZIOAK, WILD BUNCH, CINEPANTERA
  • Distribuzione: SACHER (2008), DVD: WARNER HOME VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 4 Aprile 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Alejandro è un adolescente che vive ne La Zona, un ricco quartiere di Città del Messico recintato e protetto da guardie private. Una notte, tre ragazzi delle borgate riescono a introdursi nel quartiere-residence per compiere un furto, ma qualcosa va storto. Due vengono uccisi dalle guardie e l'unico superstite, Miguel, viene catturato. Anziché consegnarlo alla polizia, gli abitanti de La Zona cercheranno di farsi giustizia privata... ed efferata.
Opera prima di Rodrigo Plà, battezzata all'ultima Mostra di Venezia dal Premio Luigi De Laurentiis, La zona conferma innanzitutto l'ottimo stato di salute del cinema messicano, che dietro gli alfieri Cuarón, Iñárritu e Del Toro può contare su talentuose pedine, dal futuro certo. E' il caso di Plà, che sulla scia analitica dell'incomunicabilità tra individui e classi sociali - già differentemente esplorata dai suoi "fratelli maggiori" - circoscrive un potente mix di entertainment e rabbia sociale. Ritmo elevato, sapiente direzione di attori, empatia a basso voltaggio, contenimento del didascalismo e rifiuto del ricatto morale, La zona combina lucidamente - e talvolta sadicamente - ironia e disperazione, imbevendo di humour corrosivo la stigmatizzazione della polizia corrotta e l'impotenza dei poveri cristi. Non è opera militante, ancor meno disobbediente, piuttosto entomologia della follia che soggiace al crescente divario tra ricchi e poveri: le classi, ovvero le barriere, sociali quale negazione del minimo comune denominatore umano.
Con una Città del Messico che riecheggia Bogotà, La zona riesce ad astrarsi dall'indicazione geografica tipica per porsi umilmente quale paradigma glocal, j'accuse apolide di fronte al villaggio globale impazzito. Con un residuo anelito di speranza: riusciranno il ricco e il povero a trovare l'uomo? La finzione si sforza di essere interrogativa, la realtà molto meno.

NOTE

- PRESENTATO ALLA 4. EDIZIONE DELLE 'GIORNATE DEGLI AUTORI - VENICE DAYS', VENEZIA 2007, DOVE HA RICEVUTO IL LEONE DEL FUTURO-PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA "LUIGI DE LAURENTIIS".

CRITICA

"Sotto il profilo drammaturgico, 'La Zona' mantiene una tensione costante. Con, in più, il pregio di fare di una piccola stona un inquietante motivo di riflessione globale, e su più piani. A partire dai giovani che, sul modello degli adulti, partecipano alle ronde con mazze e fiocine rischiando di farsi sparare dai genitori per errore. Via via, passando per gli echi del trauma post 11 Settembre che non fa che aumentare le schiere di nemici o presunti tali, fino agli occhi elettronici. Nel film, ogni angolo è costantemente ripreso da monitor su monitor." (Federico Raponi, 'Liberazione', 5 settembre 2007)

"Premiato a Toronto e applaudito in altri festival, 'La zona' lancia con Rodrigo Plà una nuova promettente firma della regia e rappresenta un invito, per chi ama il cinema, a riscoprire che la Decima Musa non abita soltanto ad Hollywood." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 aprile 2008)

"Scritto e diretto senza concessioni, un film che a tutti (a cominciare dai giustizialisti di casa nostra) dovrebbero vedere e rivedere." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 aprile 2008)

"'La zona' di Rodrigo Plà è un agghiacciante thriller sociale ambientato in una giungla cupa dove l'altra parte dell'America somiglia in peggio all'America stessa. L'esasperata lotta di classe (rifiutata blandamente da giovani e donne) diventa guerriglia urbana. Notevole esordio di Plà per un Angelo sterminatore al contrario dove i messicani ricchi, felici di vivere in un'autosegregazione dorata, sono pronti a far fuori i corpi estranei che violano i confini. Presentato alle Giornate degli autori ha vinto il premio Luigi De Laurentiis per la Migliore Opera Prima della Mostra di Venezia 2007. Da brividi Carlos Bardem - fratello del Premio Oscar Javier - nel ruolo del più spietato abitante de 'La zona'. Il Charles Bronson de 'Il giustiziere della notte', rispetto a lui, è un convinto garantista. Ennesimo film messicano degli ultimi anni che racconta un paese senza Dio e umanità." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 aprile 2008)

"Rodriga Plà forse avrebbe dovuto scrivere che la sua storia è liberamente tratta dall'immaginario urbanistico ballardiano, visto che la sua 'zona' ne è diretta espressione, una messa in scena accurata che ribadisce l'attuale, ma annosa, questione della sicurezza nelle città e la lotta di classe dei suoi abitanti." (Dario Zonta,
'L'Unità', 4 aprile 2008)

"Non disdegnando gli accenti melodrammatici, l'esordiente Plà firma un film emozionante che fa emergere con forza una diagnosi di accorato pessimismo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 4 aprile 2008)

"Costruito come un film poliziesco, 'La zona' di Rodrigo Plà tocca diversi punti nevralgici dell'immaginario latinoamericano, ed estende la sua forza evocatrice anche al primo mondo che, con la forza evocatrice anche al primo mondo che, con la scusa di essere assediato dal terzo mondo, vive di sfruttamento." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 4 aprile 2008)

"Un dramma pseudopoliziesco, con riprese e recitazione artigianali, firmato dall'uruguayano di nascita e messicano d'adozione Rodrigo Plà, delirante, anche se carico di forzata tensione, una violentissima storia di prepotenza e corruzione, in cui la Zona, inaccessibile ai diseredati e involontaria prigione dei ricchi, si trasforma in metafora della società più incivile. Premio Opera prima Luigi De Laurentiis a Venezia 2007, dove è stato presentato alle Giornate degli autori. Chissà se verrà finalmente il giorno in cui verrà assegnato anche il premio Opera ultima, al regista che sia pronto a giurare: basta, questo è il mio ultimo film." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 aprile 2008)
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