La voce dell'amore

One True Thing

USA - 1998
Marzo 1988. La giovane Ellen Gulden, a colloquio con l'avvocato in seguito all'autopsia effettuata sul corpo della mamma di lei, racconta lo svolgersi dei fatti. Ellen si è trasferita a New York, dove scrive e intende affermarsi come giornalista. Ma eccola tornare a casa, nella piccola Langhorne, in occasione del compleanno del padre George, professore di letteratura brillante e pignolo. Subito infatti critica l'ultimo articolo della figlia, e Brian, il fratello più piccolo, non ha il coraggio di dire che è stato bocciato proprio all'esame universitario di letteratura americana. La mamma Kate, casalinga dalle mille attività, dopo una visita medica, apprende di avere il cancro e di dover subire un intervento. Ellen vorrebbe tornare a New York ma, dopo molte discussioni, capisce di dover restare accanto alla mamma, anche se ciò potrebbe costarle la carriera. Alla cena del Ringraziamento George invita un famoso poeta, che però gli dice di apprezzare poco un suo tentativo di scrivere un romanzo. Per George il colpo è duro. Ellen, che lo ha anche visto in compagnia di un'allieva, lo accusa di egocentrismo. A Natale le condizioni di Kate si aggravano. Dopo un breve ricovero, torna a casa sulla sedia a rotelle. Passato il capodanno 1988, Kate peggiora e un giorno chiede alla figlia di aiutarla a morire. Dopo un momento di incertezza, Ellen decisamente rinuncia. Arriva George, Kate chiede anche a lui la stessa cosa e, poco dopo, muore. Si torna all'inizio, e l'avvocato conferma che la morte è avvenuta per un eccesso di morfina. Uscita dallo studio, Ellen va sulla tomba della madre, dove arriva anche George. Si chiariscono: nessuno ha aiutato Kate a morire, deve essere stata lei da sola ad ingerire il farmaco nella dose letale. Padre e figlia si ritrovano nel dolore.

CAST

NOTE

- CANDIDATURA ALL' OSCAR 1999 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA PER MERYL STREEP.

CRITICA

"Per gran parte della sua non breve durata il film coinvince e coinvolge. Per quanto non esente da qualche accentuazione di tipo melodrammatico e da qualche passaggio un po' stereotipato e prevedibile, la storia coglie comunque con esattezza lo sconvolgimento che produce la presenza di un avvenimento tragico come quello della malattia terminale. [...] Soprattutto le singole reazioni sono diverse: e possono contemplare anche il chiudersi nell'indifferenza come difesa contro la paura del male incombente. [...] Nella parte conclusiva, il film mette poi in campo il problema dell'eutanasia, [...] l'argomento è proposto senza compiacimento, senza soddisfazione, senza mai diventare proclama e incitamento." ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 128, 1999)
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