La vita segreta delle parole

La vida secreta de las palabras

SPAGNA - 2005
La vita segreta delle parole
Hanna è una donna timida e riservata, con un'esistenza abbastanza piatta, scandita da un lavoro in fabbrica sempre uguale, e con una vita privata che non le regala mai emozioni. Durante le vacanze in un piccolo paese, per spezzare la monotonia, va per alcuni giorni su una piattaforma galleggiante a prendersi cura di Joseph, un uomo che ha numerose e gravi ustioni sul corpo. Durante questo soggiorno ha l'occasione di incontrare un campionario di persone strane e interessanti.
  • Altri titoli:
    The Secret Life of Words
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ESTHER GARCIA PER EL DESEO S.A., MEDIAPRODUCCION S.L.
  • Distribuzione: BIM (2006)
  • Data uscita 17 Marzo 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Una piattaforma sul mare. Una fragile isola costruita dall'uomo. Con venticinque milioni di onde che vi sbattono contro. Un luogo dello spirito dove suturare le ferite del passato. O almeno provarci. Con l'amore. Con quella forza misteriosa che può sottrarre due persone all'autoreclusione. Sullo schermo si palesa così La vita segreta delle parole, secondo l'interpretazione della regista e sceneggiatrice catalana Isabel Coixet. Ad occupare le inquadrature una donna solitaria (Sarah Polley) e un uomo gravemente ustionato (Tim Robbins). Lei curante, lui paziente. E viceversa. Medesime sono le scarificazioni sulla pelle, tracce indelebili di un vulnus inesorabile. Lei è sorda, lui ha perso temporaneamente la vista. E temporaneamente anche la donna sceglie di non sentire, di estraniarsi da una realtà - quella della guerra dimenticata dei Balcani - che l'ha brutalizzata. Il campo cinematografico accoglie la mutua assistenza della coppia, fatta di segreti, astensioni, bugie insondabili e verità recondite, bagliori di luce e buio dolore. A dipanarsi sul filo di una colonna sonora calibrata è una sintassi sentimentale. Una sintassi paratattica, ovvero di grado zero. L'unica possibile dopo la violenza inferta ai corpi, ai cuori e alle parole. Assassinate dal genocidio balcanico o infuocate da un livre de chevet intromesso nella relazione amorosa tra il proprio miglior amico e sua moglie. Parole negate, rifiutate e infine resuscitate. Con estrema pazienza, movimenti impercettibili, pause prolungate ed empatia. L'unico rimedio per scoprire quale sia la vita segreta delle parole e delle persone. Che niente - almeno nella finzione cinematografica - può cancellare. Per la Coixet un film che rivela un percorso artistico e personale in pieno sviluppo, lontano dai tentennamenti poetici del precedente La mia vita senza me. Co-produce Pedro Almodovar, nel cast Julie Christie. I riferimenti a Le onde del destino, Parla con lei e Mare dentro non sono - fortunatamente - invasivi.

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005) NELLA SEZIONE "ORIZZONTI".

CRITICA

"La catalana Isabel Coixet è davvero un''autrice' e molto interessante. Per 'La vita segreta delle parole' ha inventato una storia, un ambiente, situazioni e personaggi tutti originali, che non ci sembra di aver già visto, letto, conosciuto. (...) Su quella piattaforma galleggiante ogni mediazioni, ogni schermo, ogni convenzione, ogni elusione cede il passo all'essenziale. Al segreto delle poche parole necessarie, quelle che consentono a due esseri umani che hanno conosciuto il dolore, l'ingiustizia e la disperazione di riconoscersi e di amarsi." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 17 marzo 2006)

"Paghi una sofferenza e ne prendi due, solo alla fine saprai perché. Non solo segreti e bugie, ma anche memorie e rimorsi, sospetti, nevrosi e cause civili fanno di questo melò frenato e non retorico un film sensibile, bello, pur con qualche vezzo, in cui ciascuno può mettere del suo, basta non sia felice. Le parole, per l'autrice, si perdono nel tragitto dalla testa alla gola: perciò il film è parco, vive di espressioni, di distese d'acqua e del silenzio con cui ci si difende dal mondo, come insegnava Fellini nella 'Voce della luna'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 marzo 2006)

"L'incontro fra i due, e l'inevitabile contatto fisico che si instaura fra infermiera e paziente, sono al centro di 'La vita segreta delle parole' di Isabel Coixet, prodotto da Almodòvar. Quali ustioni bruciano di più? Quelle di Josef? Le lacerazioni interne di Hanna? O sono, in realtà, la stessa cosa? Coixet ha girato con la camera volutamente sporca e indecisa. E l'idea funziona. Ma la regista non si fida dello spettatore e risponde didascalicamente a tutte le domande, finendo con il portare per mano il pubblico in un film buono, ma inutilmente privo di colpi di scena." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 17 marzo 2006)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy