La vita corre sul filo

The Slender Thread

USA - 1965
Uno studente universitario, Alan Newell, presta servizio volontario presso la "Crisis clinic" di Seattle, un centro psicosociale d'emergenza per quanti, travolti dalle difficoltà dell'esistenza, non hanno più la forza di vivere. Qui lo raggiunge una telefonata: si tratta di una donna che ha ingerito un tubetto di barbiturici e che, prima di morire, ha bisogno di parlare con qualcuno. Alan cerca di farsi dire dall'interlocutrice dove ella si trovi, ma la donna rifiuta e gli rivela solo il suo nome: Inga. Pertanto non resta che tentare di individuare l'ubicazione dell'apparecchio telefonico della donna prima che il veleno abbia il sopravvento; polizia, tecnici telefonici, medici e psichiatrici si mettono in azione, ma è sempre e soltanto Alan, al telefono, che tiene teso quel sottile filo di speranza. Inga gli racconta i motivi della sua crisi matrimoniale, i vari tentativi di suicidio, le speranze ogni volta risorte e l'ultima, irrimediabile decisione.

CAST

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 1966 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA E COSTUMI (IN BIANCO E NERO).

CRITICA

"Il film, mentre rievoca gli avvenimenti che hanno condotto al suicidio una giovane donna e mostra le ragioni psico-sociali che hanno determinato tale atto, contemporaneamente documenta gli sforzi compiuti da un giovane e da molteplici organizzazioni per salvare una vita in pericolo. L'incalzare delle battute dei dialoghi e l'ottima recitazione degli interpreti principali permettono al lavoro di raggiungere, nonostante qualche aspetto didascalico, una notevole tensione drammatica." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 60, 1966)
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