La verità sta in cielo

ITALIA - 2016
2/5
La verità sta in cielo
Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina vaticana, figlia di un messo pontificio, sparisce dal centro di Roma, dando inizio a uno dei più clamorosi casi irrisolti mai accaduti in Italia, conosciuto anche all'estero. Dopo decine di indagini, oscure ipotesi, coinvolgimento di "poteri forti", depistaggi di ogni genere, una cosa è certa: Emanuela non ha fatto più ritorno a casa. Sollecitata dallo scandalo "Mafia capitale" che attanaglia Roma ai giorni nostri, una rete televisiva inglese decide di inviare a Roma una giornalista di origine italiana per raccontare dove tutto ebbe inizio: quel 22 giugno di tanti anni prima. Con l'aiuto di un'altra giornalista, inviata di un noto programma televisivo italiano, che ha scoperto una nuova pista, entra in scena un personaggio inquietante: Sabrina Minardi. È l'amante di Enrico De Pedis, meglio conosciuto come Renatino, il boss che ha saputo gestire meglio di ogni altro il malaffare della capitale, poi finendo sotto i colpi della banda rivale della Magliana. Nonostante il suo passato, Renatino verrà sepolto nella Basilica di S. Apollinare, nel cuore di Roma, proprio accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela: un altro mistero. La Minardi si decide a raccontare quanto afferma di sapere sul sequestro della ragazza. E' la verità? Quale intreccio indicibile si cela dietro i delitti rimasti impuniti nell'arco di trent'anni?
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: ELDA FERRI PER JEAN VIGO ITALIA, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 6 Ottobre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
22 giugno 1983. A Roma, Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina vaticana, figlia di un messo pontificio, sparisce dal centro di Roma, senza che sia possibile rintracciarne indizi e spostamenti...

Nel tentativo di costruire una plausibile cornice per riaprire l'attenzione sull'episodio a distanza di 33 anni, Faenza e i suoi collaboratori immaginano che una rete televisiva inglese invii a Roma una giornalista di origine italiana per raccontare i fatti e ripercorrerne i momenti. Un aiuto le viene da Raffaella, una collega di un programma televisivo italiano che ha scoperto una nuova pista, nella persona di Sabrina Minardi, a suo tempo amante di Enrico De Pedis, meglio conosciuto come Renatino, esponente di spicco della malavita romana. Quando i personaggi sono nelle rispettive caselle, il puzzle è pronto per aprirsi. Ed è una partita a scacchi che diventa ogni momento più complessa e intricata fino a far smarrire la logica degli avvenimenti.

Tutti sono coinvolti: il Vaticano, lo Stato italiano, la politica, i banchieri, la malavita; in un escalation di sospetti e di accuse che più crescono più diventano poco credibili e non verificabili, affidate a mezze parole, frasi non compiute, agganci detti e subiti smentiti. Di fatto la Santa Sede resta imbrigliata in uno scenario nel quale il copione la tiene prigioniera e che finisce con la sensazione che ci sia un qualcosa di nascosto che potrebbe far riaprire un caso ormai dichiarato chiuso dalla magistratura ordinaria. C'è forte il tentativo di concludere che, pur parlando di fatti realmente accaduti, la trama perda di vista la verità per inseguire obiettivi evanescenti e poco praticabili.

Insomma Faenza conferma la propria vocazione per un cinema dedito ad occuparsi di grandi temi che hanno mobilitato la pubblica opinione ma realizzati con molto clamore e senza la necessaria freddezza di toni. Eppure in questa scelta c’era ampio margine di movimento, e il muoversi tra affari leciti e affari sporchi, uomini politici e gangster, permetteva di costruire un bel giro di dinamiche e azioni tra emozioni e paure. Ma la denuncia (Il caso Mattei di Francesco Rosi lo dimostra) necessita di un perfetto equilibrio tra colpevoli e innocentisti per stare dalla parte della verità. Gli interpreti sono la conferma di questo esito ibrido. Tutti (Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Valentina Lodovini) sono ben in parte senza eccellere. La migliore resta forse Greta Scarano nel doppio ruolo di Sabrina Minardi, da giovane e da anziana.

NOTE

- PROGETTO SVILUPPATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT-DGC.

- GRETA SCARANO E' STATA CANDIDATA AL NASTRO D'ARGENTO 2017 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (ANCHE PER "SMETTO QUANDO VOGLIO MASTERCLASS" DI SYDNEY SIBILIA).

CRITICA

"Roberto Faenza ha sempre coltivato una passione per la denuncia. Ora riprende il caso di Emanuela Orlandi (...). Malgrado infinite piste, fino alla telefonata del 2005 a 'Chi l'ha visto?', il 2016 ha decretato l'archiviazione. La finzione di una reporter anglo-italiana (...) si innesta su elementi e personaggi di verità. (...) Greta Scarano, migliore in campo ma ci voleva poco (...). Realizzazione sciatta e pedante." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 6 ottobre 2016)

"Di Scarano si è già molto parlato come astro nascente del nostro cinema, ma con 'La verità sta in cielo' ha superato definitivamente gli esami di maturità. Più che una promessa, è ormai una certezza. Deve solo andare avanti, continuando a cambiare sempre per restare se stessa." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 6 ottobre 2016)

"(...) uno dei misteri d'Italia mai chiariti. Roberto Faenza ha provato a vederci chiaro seguendo una pista più fantapolitica che credibile. Troppo affollata la lista dei suoi sospetti. (...) Spiacerà come succede ogni volta che Roberto Faenza non azzecca la chiave di lettura di una storia. Qui ha messo mano a un «cold case», seguendo fin troppo la traccia delle inchieste sui giornali dell'epoca. Tante inchieste, troppi rivoli narrativi senza sbocco." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 ottobre 2016)

"Faenza lancia ipotesi e tesi per far luce su uno dei casi irrisolti più famosi. Utilizzando un personaggio inventato (...). Intrecci politici, religiosi, criminali e carte secretate. Il tutto servito come fosse una fiction e senza creare empatia." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 ottobre 2016)

"Lo svolgimento è purtroppo ingrato, meccanico, da sketch docu-fiction esplicativo. Ma il rispolvero è importante." ('Nazione-Carlino-Giorno', 7 ottobre 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy