LA VENDETTA DI AQUILA NERA

ITALIA - 1951
Vladimiro Dubroski, detto Aquila Nera, che comanda un reggimento di cosacchi, scopre, verso la fine della guerra in Crimea, che il capitano Cerniceski ha segrete intelligenze col nemico e lo fa arrestare. Il governatore di Minsk, nemico giurato di Dubroski, libera Cerniceski e persuade lo zar, di cui gode il favore, delle necessità di procedere contro "Aquila Nera". Dubroski è alla guerra, il governatore coi suoi sicari penetra nel suo castello e ne uccide la moglie e i servi. Il piccolo figlio, Andrea, ammutolito per lo spavento, viene rapito. Dubroski giura di vendicarsi e per impadronirsi di Cerniceski, ne cattura la sorella Tatiana; ma Cerniceski è già stato assassinato per ordine del suo complice, il governatore. Dubroski strappa dalle mani d'un oste un bimbo muto e lo affida a Tatiana, che lascia libera. Egli non sa che si tratta di suo figlio. Tatiana, credendo che suo fratello sia stato ucciso da Dubroski, si allea al governatore e valendosi del figliolo, come esca, rende possibile la cattura di Dubroski, che viene inviato in Siberia, ma ne fugge. Egli rapisce Tatiana e sta per ucciderla, quando il piccolo muto, riacquistando improvvisamente la favella, glielo impedisce. Inseguito dal governatore e da i suoi sicari, Dubroski li uccide. Egli ormai ama, riamato, Tatiana, che sposerà.

CAST

CRITICA

"Avventure di cosacchi caserecci, continuazione del film "Aquila nera" che già vide Brazzi nelle vesti del protagonista, è un lavoro, che sebbene sia stato realizzato con povertà di mezzi fa sentire qua e là l'unghia del leone. Complessivamente questo drammone a forti tinte non manca di sequenze abbastanza efficaci, anche se prolisso e talvolta ingenuo". (F. Gabella, "Intermezzo"n. 16, del 31/8/1952).
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