La valle dell'Eden

East of Eden

USA - 1955
La valle dell'Eden
Adam Trask, un coltivatore californiano, ha due figli: Cal e Aron. Per il primo, che ha un carattere chiuso e ribelle, il padre non ha mai avuto né affetto né comprensione. L'altro invece, è il suo prediletto. Un motivo, forse, in questa avversione del padre per Cal risiede nel fatto che il ragazzo somiglia molto come indole a sua madre, una donna che tutti credono morta, ma che è fuggita invece molti anni prima lasciando al marito un triste ricordo di sé. Cal non sa nulla di tutto ciò e l'incomprensione del padre gli pesa come una condanna. Un giorno, per caso, il ragazzo scopre che sua madre è viva e gestisce una casa equivoca in una città vicina. Non troppo sconvolto dalla scoperta, Cal pensa anzi di approfittarne per farsi prendere in considerazione dal padre; inoltre, poiché sa che la madre è ricca, le chiede un prestito per poter finanziare una sua impresa: col ricavato risarcirà il padre di un danno che ha subito di recente. Tuttavia, il padre rifiuta quel denaro che non gli sembra guadagnato onestamente e il figlio, un'ennesima volta umiliato, si vendica ai danni del fratello di cui ha finito per diventare geloso. Il suo gesto provocherà nel padre un dolore talmente forte che questi si ammala gravemente. Cal diviene così consapevole che senza il perdono del genitore resterà tutta la vita un "maledetto". A condurlo verso la redenzione sarà l'intervento una ragazza profondamente innamorata di lui.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE WARNERCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo (1952) di John Steinbeck
  • Produzione: ELIA KAZAN PER WARNER BROS
  • Distribuzione: WB - WARNER HOME VIDEO; BLU-RAY: WARNER HOME VIDEO (2013)

NOTE

- OSCAR 1955 A JO VAN FLEET COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA. IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR REGISTA, ATTORE PROTAGONISTA (JAMES DEAN) E SCENEGGIATURA.

- PREMIO COME MIGLIOR FILM DRAMMATICO ALL'VIII FESTIVAL DI CANNES (1955).

CRITICA

"Tratto dall'ultima parte dell'omonimo romanzo di John Steinbeck, il film è realizzato da Elia Kazan con una ispirazione poetica che supera sovente nel clima tragico i foschi drammi da cui prende lo spunto. Lo studio psicologico è perfetto, il ritmo narrativo è rapido e vibrante, lo stile figurativo è nobile e sicuro." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol.54. 1955)

"Dal romanzo di John Steinbeck una durissima rilettura della storia di Caino e Abele. Lo stile di Kazan è inconfondibile, con le sue improvvise esasperazioni emotive. E James Dean era già incamminato verso il mito." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Tratto dall'omonimo romanzo di John Steinbeck. E' il film che consolidò il mito di James Dean. E' l'unica opera di Elia Kazan di ambiente rurale e la più lirica, nonostante la sua torbida cupezza. Dean aveva 23 anni." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')
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