La tratta delle bianche

ITALIA - 1952
Manfredi è un poco di buono che esercita la tratta delle bianche. Fra le ragazze adescate c'è Alda, che Carlo, suo ammiratore ed amico, sottrae alle grinfie dello sfruttatore. Manfredi, per vendicarsi, fa in modo che Carlo partecipi ad un furto e subito dopo lo denuncia alla polizia. Carlo viene arrestato e processato: Alda, che ha bisogno di soldi per pagare un difensore, accetta di partecipare ad una maratona di ballo, senza sapere che è uno stratagemma architettato da Manfredi per accalappiare ragazze inesperte. Dopo aver ballato ininterrottamente per parecchi giorni, Alda, che aspetta un bambino, deve fermarsi. Quando però reclama il premio pattuito, viene maltrattata da Manfredi, che è furibondo nel vedersi sfuggire la preda. Alda morirà poco dopo all'ospedale. Intanto Carlo, condannato a parecchi anni di carcere, riesce a evadere con quattro amici, le cui donne sono altrettante vittime di Manfredi. Dopo aver dato l'ultimo addio ad Alda morente, Carlo prepara la sua vendetta. Insieme agli altri evasi cattura Manfredi e i suoi collaboratori, e li sottopone ad una specie di giuria popolare, che li condanna all'impiccagione. Prima che la condanna venga eseguita, arriva la polizia, che arresta giudici e giudicati.

CAST

CRITICA

"Dal punto di vista artistico e tecnico il film, malgrado certe ingenuità e certe esagerazioni, non si può dire privo di buone qualità." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 32, 1952)
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