La Torre Nera

The Dark Tower

2/5
La Torre Nera
Roland Deshain è l'ultimo discendente della nobile stirpe di Eld, un ordine di cavalieri e pistoleri, sopravvissuto alla caduta di Gilead, un mondo organizzato politicamente secondo le linee di una società feudale, ma simile al vecchio West Americano e con poteri e reliquie magiche appartenenti ad un'avanzata società scomparsa da tempo. Roland è condannato a un'eterna battaglia contro Walter O'Dim, conosciuto come l'Uomo in Nero, per impedire il crollo della Torre Nera, che tiene insieme l'universo. La posta in gioco è il destino del mondo: il bene ed il male si scontreranno in una battaglia estrema, solo Roland potrà difendere la Torre dall'Uomo in Nero.
  • Altri titoli:
    Der Dunkle Turm
    La tour sombre
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, CODEX, ARRIRAW (2.8K), D-CINEMA
  • Tratto da: dalla dalla saga fantasy "La Torre Nera" di Stephen King
  • Produzione: AKIVA GOLDSMAN, RON HOWARD, ERICA HUGGINS PER WEED ROAD PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 10 Agosto 2017

TRAILER

Link recensione

RECENSIONE

L’undicenne newyorkese Jake Chambers (Tom Taylor) ha poteri soprannaturali, che lo porteranno al centro di una lotta per il futuro del nostro e di altri mondi, su cui veglia la Torre Nera. A minacciarla è l’Uomo in Nero (Matthew McConaughey), contro cui combatte il Pistolero Roland Deschain (Idris Elba). Questa sinossi l’avete già intesa, perché si tratta de La Torre Nera, adattamento della celebre saga (otto libri e quattromila pagine) di Stephen King.

La trasposizione era nell’aria da tempo immemore, arriva targata Sony per la regia del danese Nikolaj Arcel, e non è una buona notizia. In breve, che il mondo sia in pericolo non frega niente a nessuno, né ai personaggi né agli spettatori; Arcel non ha la benché minima idea di regia, e il poco che c’è è derivativo (Matrix, Shining, X-Men) e deteriore; gli attori, che non sono affatto male, lavorano come se diretti da una seconda unità per una programmazione televisiva in fascia pomeridiana estiva.

A un giorno dalla visione non ne rimane traccia, e il peccato è capitale: non si uccidono così anche i bestseller, non si mortificano così gli universi paralleli.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE JEFF PINKNER.

CRITICA

"Ci ricorderemo di questa asettica produzione con brutte scene d'azione massicciamente composte al computer soprattutto per il lignaggio dei protagonisti purtroppo mal utilizzati. Il premio Oscar McConaughey è un Walter terribilmente lezioso e troppo esplicitamente riconducibile a un look generico da rockstar mentre il sempre bravo Elba (alcuni si indignarono per la scelta di un attore di colore ma King non ha mai descritto Roland come bianco caucasico) risulta qui incomprensibilmente scialbo e senza mordente. Ma il peccato originale è stato non lottare, come fece Peter Jackson ai tempi de 'Il Signore degli Anelli' con Harvey Weinstein, per concepire la Torre Nera come una saga almeno da tre film da 180 minuti ciascuno. In questo delirante bignami di poco più di un ora e mezzo è veramente difficile sia per un fan del magnus opus kinghiano che per un analfabeta della saga western fantasy trovare quel quid che caratterizzi questo adattamento da altri nell'immenso scenario del prodotto audiovisivo fantastico di oggi. Distrutto dalla critica e poco seguito dal pubblico Usa nel suo esordio al box office, il film di Arcel è riuscito laddove il perfido Walter ha sempre fallito. La torre nera, alla fine, è crollata miseramente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 agosto 2017)

"Primo di una mandata di adattamenti kinghiani in arrivo sui grandi e piccoli schermi (...), 'La torre nera' è una debole eco dell'imponente e intricato ciclo di otto volumi fantasy/western ispirato allo scrittore del Maine da Tolkien, dalle leggende arturiane e dallo spaghetti western di Sergio Leone. Da 'Il buono, il brutto e il cattivo' verrebbe infatti Rolan Deschain, aka «il pistolero», eroe della storia, qui interpretato con stoica sofferenza da Idris Elba (...). Piccoli flash da temi abituali di King si riconoscono nel tratteggio del personaggio di Jake, in cui il disagio delle sue situazioni scolastico/famigliare è un tutt'uno con la fantasy dark che scorrazza nella sua mente. (...) Foderato di attillatissimi abiti neri, sotto una capigliatura corvina così compatta e lucida da sembrare quella di un omino Playmobil, McConaughey la butta sul camp, sibilando ordini come «vai in fiamme», «smetti di respirare» e «uccidetevi a vicenda». (...) In poco più di novanta minuti di film, 'The Dark Tower' non sfiora nemmeno alla lontana il respiro epico dell'opera di King; però riesce ad annoiarci, sia dal punto di vista drammatico che visivo. Considerando che di questo adattamento si parla da almeno dieci anni (...) il risultante film del danese Nikolaj Arcel (firmato da ben quattro sceneggiatori diversi) è decisamente un anticlimax." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 10 agosto 2017)

"Ambizioso progetto di trasferire sullo schermo una fonte letteraria importante come l'omonima saga di Stephen King, ibrido di vari generi dal fantasy al western in una cornice e secondo uno spirito distopico, ma prodotto di mediocre livello e fattura, di bassa intensità e capacità di emozionare. (...) Unica perla il carismatico Matthew McConaughey, cattivo molto compiaciuto (...)." (Paolo D'Agostini, 'Repubblica Robinson', 13 agosto 2017)

"Tanto era complessa l'opera letteraria di Stephen King, quanto è banale, superficiale, pretenzioso questo tentativo cinematografico di riassumerla. Rilettura adolescenziale fatta attraverso una scrittura stereotipata, buonista, poco originale. Girate alla larga dal film e recuperate i libri." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 17 agosto 2017)
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