LA TEMPESTA

ITALIA - 1958
L'imperatrice Caterina di Russia, offesa dal comportamento del cadetto Pjotr Grinjeff, lo punisce esiliandolo nella fortezza di Bjelogorsk posta all'estremo confine dell'impero. Durante il fortunoso viaggio, Pjotr, che è accompagnato dal fedele Savelic, salva la vita ad un cosacco semiassiderato nella tormenta. Bjelogorsk è costituita da poche case di legno difese da un cannone e da alcuni soldati comandati dal capitano Miranoff. Pjotr deve ammettere che la punizione inflittagli è più severa di quanto egli supponesse: ma la sua amarezza è ben presto mitigata dall'amore, da lui ricambiato, di Masha, la figlia di Miranoff. Malgrado gli ostacoli che si oppongono al loro amore, i due giovani decidono di sposarsi, ma gli avvenimenti rendono impossibile l'effettuazione del loro proposito. Bjelogorsk viene circondata e presa dai ribelli, capeggiati da Pugacioff, il cosacco salvato da Pjotr. Il capitano Miranoff è ucciso, mentre Pjotr viene lasciato libero e Masha si nasconde nella casa di Pope. I ribelli vengono sconfitti dall'esercito imperiale comandato da Suvorov. Pugacioff è fatto prigioniero, insieme a Pjotr, ingiustamente accusato d'alto tradimento e condannato a morte. Masha, disperata, si reca personalmente a corte per presentare all'imperatrice la domanda di grazia. Caterina, commossa dal coraggio e dall'amore di cui ha dato prova Masha, fa personalmente una inchiesta che la convince dell'innocenza di Pjotr Grinjeff. Questi liberato, può, finalmente riabbracciare Masha.
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR, TECHNIRAMA
  • Tratto da: RACCONTI "STORIA DELLA RIVOLTA DI PUGACEV" E "LA FIGLIA DEL CAPITANO" DI ALEKSANDR PUSKIN
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS PER DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA (ROMA), GRAY S. N. (PARIGI), DE LAURENTIIS BOSNJA (SARAJEVO)
  • Distribuzione: DE LAURENTIIS - VIVIVIDEO (CLASSICI DEL CINEMA ITALIANO)

NOTE

COSTUMI: MARIA DE MATTEIS.
TITOLO DELLA VERSIONE INTERNAZIONALE: TEMPEST.
IL FILM E', CON QUALCHE LIEVE RITOCCO, NIENT'ALTRO CHE UNA NUOVA VERSIONE DELLA "FIGLIA DEL CAPITANO", GIA' PORTATA SULLO SCHERMO DA CAMERINI NEL 1947.
DAVID DI DONATELLO 1959 PER LA MIGLIOR REGIA (ALBERTO LATTUADA) E MIGLIORE PRODUTTORE (DINO DE LAURENTIIS).

CRITICA

"(...) Il cinema italiano, insomma, può andar fiero della "Tempesta". Auguriamoci, tuttavia, che esso, sempre più sovente, sappia ispirarsi anche alla storia patria e alla comunità nazionale, per eliminare quel sospetto di folclore e di calligrafia da cui il pur ottimo film di Lattuada non è, talvolta, presente". (P. Valmarana, "Il Popolo", 20/12/1958).
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