LA STRADA VERSO CASA

WO DE FU QIN MU QIN

USA - 1999
LA STRADA VERSO CASA
Luo Yusheng è un uomo d'affari cinese che, dopo molti anni, torna al suo villaggio natale per i funerali del padre, il maestro del paese. Mentre sua madre insiste per rispettare le antiche usanze nonostante i tempi siano cambiati, Yusheng ripensa ai racconti che ha sentito da ragazzo sul fidanzamento dei suoi genitori. Suo padre arrivò nel villaggio e subito si innamorò di Zhao Di, la ragazza più bella del paese. Poi, anche a causa dei suoi presunti errori politici, venne richiamato in città e fu costretto a restare due anni lontano dalla sua amata. Yusheng, intanto, sta pensando a come trovare chi dovrà portare a piedi la bara del padre al cimitero. Ma il giorno del funerale si presentano, inaspettatamente, decine di ex alunni del padre che rifiutano di essere pagati. Prima di tornare in città Yusheng onora simbolicamente il padre ed insegna, per un giorno, nella scuola del villaggio.

TRAMA LUNGA
Luo Yusheng, uomo d'affari che lavora in città da molti anni, torna nel luogo natale nella Cina del nord per il funerale del padre, già maestro del villaggio. L'anziana madre vuole che le antiche tradizioni per la cerimonia funebre siano mantenute e così Luo, mentre si impegna per rispettare quel desiderio, ripensa ai racconti sentiti da ragazzo sul fidanzamento dei genitori. Suo padre, Luo Changyu, arrivò nel villaggio come nuovo maestro e ben presto si innamorò di Zhao Di, che viveva con la madre cieca. La ragazza lo ricambiava e, quando tra i due sembrava avviarsi una relazione, Changyu fu richiamato in città per non meglio precisati problemi politici e i due rimasero lontani per oltre due anni. Avuto il permesso di riprendere a fare il maestro, Changyu era tornato in paese. Lui e Zhao Di, più che mai innamorati, si erano finalmente sposati e non si erano più lasciati. Ora il figlio Luo si offre di pagare le persone che, secondo la tradizione, dovranno portare a piedi la bara del padre per molte miglia, dall'ospedale al luogo del villaggio in cui sarà sepolto. Il giorno del funerale tantissimi ex alunni dell'uomo si presentano e spontaneamente si ofrono di portare la bara senza alcun compenso. Prima di tornare in città, Luo dapprima propone alla madre di andare con lui, ma lei rifiuta. Poi onora anche l'ultimo desiderio del padre e per un giorno insegna simbolicamente nella scuola del villaggio.
  • Altri titoli:
    THE ROAD HOME
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, 1:1.23 CINEMASCOPE
  • Tratto da: STORIA DI SHI BAO
  • Produzione: COLUMBIA PICTURES FILM PRODUCTION ASIA, GUANGXI FILM STUDIOS, BEIJING NEW PICTURES DISTRIBUTION COMPANY
  • Distribuzione: BIM

CRITICA

"Nell'insieme 'La strada di casa' è manieristico, trasmette più melassa che vera emozione; e, nonostante la pellicola sia prodotta dalla Columbia americana, il regista preferisce autocensurarsi sorvolando sull'episodio dell'arresto per motivi politici del giovane insegnante. Probabile che il cineasta per poter lavorare in patria cerchi di evitare guai: ma sul piano della creatività certe scelte alla lunga si pagano". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 16 febbraio 2000)

"Non mancano note intense, particolari veritieri, momenti di grazia; e la ragazza Zhang Zyi è deliziosa. Ma Zhang Yimou, come gli accadde con il film premiato a Venezia 'Non uno di meno', ha di nuovo esagerato con lo zucchero e sullo sfondo maoista non dice granché. Dobbiamo continuare a considerarlo un grande regista o collocarlo fra i cineasti che, visto come va il mondo, cercano le vie del compromesso?" (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 16 febbraio 2000)

"...E 'La strada verso casa' elegiaca rievocazione di un amore perfetto, divemta un discorso sulla necessità di ritrovare radici, tradizione, comunità. Una meraviglia che - al solito - verrà accusata di
estetismo e propaganda." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 gennaio 2001)

"Il tema è il confronto tra la Cina di ieri e la Cina di oggi. Il giudizio risulta implicito già nella scelta di usare colori caldi per il passato, un freddo bianco e nero per il presente. E, in complesso, la reazione verso la perdita d'attenzione per la cultura tradizionale, schiacciata dal materialismo, sembra sincera. Però Zhang, pur nella semplicità della storia scelta, la esprime in un modo che fa rimpiangere la sobrietà dei grandi nostalgici del cinema di ieri. Se da una parte Zhang eccede in reticenza, dall'altra sommerge le immagini in un'overdose di poesia e di musica. Lo stile di regia è sobrio. La protagonista Zheng Ziyi è una delizia". (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 10 febbraio 2001)
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