LA STORIA DEL FORNARETTO DI VENEZIA

ITALIA - 1952
Il nobile Alvise Venier scopre che la gentildonna Bianca Sormani, già sua amante, è divenuta l'amante del Grande Inquisitore Loredan, marito di una cugina del Venier. Mentre, per vendicarsi del Loredan, Venier ha preso a corteggiare la bella cugina, egli riesce altresì a procurarsi le lettere del Loredan all'amante, che si propone di sottoporre alla moglie tradita. Mentr'egli si reca di notte dalla cugina, tre uomini l'aspettano nell'ombra: un sicario del Grande Inquisitore, che deve ucciderlo per strappargli le lettere compromettenti; un popolano, padre di una ragazza da lui sedotta e abbandonata, e un giovane fornaretto, che sospetta l'esistenza di una relazione tra il Venier e la sua fidanzata, camerista della cugina. Il Venier viene effettivamente aggredito e ucciso dal popolano; ma dell'assassinio è accusato il fornaretto, sorpreso vicino al cadavere dell'ucciso. Il Grande Inquisitore, convinto che l'assassino sia stato il suo sicario, già messosi in salvo, è turbato dall'idea che un innocente possa essere giustiziato per colpa sua. Egli fa inutilmente vari tentativi per salvare il fornaretto, il quale viene processato, torturato e verrebbe giustiziato, se il vero assassino, vicino alla morte, non confessasse il suo delitto, offrendo così la prova dell'innocenza del condannato.

CAST

CRITICA

"Le tristi vicende del povero fornaretto veneziano sono già state portate sullo schermo, sia muto che sonoro e questa nuova versione contiene tutti gli elementi adatti a commuovere (...). Il film non è inferiore a tante brutte produzioni che circolano attualmente nelle nostre sale (...)". (U. Tani, "Intermezzo", n. 7 del 15/4/1953).
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