La spettatrice

ITALIA - 2003
La spettatrice
Valeria, una giovane interprete simultanea, è innamorata del suo dirimpettaio, Massimo, che non conosce ma che vede sempre dalla finestra. Da Torino lo segue a Roma e qui, per entrare in contatto con lui, stringe amicizia con la sua compagna, Flavia. Il rapporto di coppia tra Massimo e Flavia fallisce e per Valeria si schiude la possibilità di coronare il suo sogno.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ROBERTO BUTTAFARRO, MARCO QUINTILI, MARISA GRIECO, FRANCO ZULIANI PER EMME PRODUZIONI, UBU FILM
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2004)
  • Data uscita 7 Maggio 2004

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 2003.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2005 PER IL MIGLIOR REGISTA EMERGENTE.

CRITICA

"Elegante, sottotraccia, molto ben scritto e interpretato, diretto con finezza davvero insolita non solo in un esordio. Così elegante ed umbratile che forse pochi se ne accorgeranno visto il chiassoso gusto imperante e meno male che fra pochi giorni sarà, unico italiano, in concorso al Tribeca Film Festival di New York. Mentre qui, destino grottesco dopo 'Passion', è vietato ai 14... ." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 30 aprile 2004)

"Vincitore al Bergamo Film Meeting e scelto da De Niro per il Tribeca Festival di New York, dove ha avuto critiche bellissime, 'La spettatrice' di Paolo Franchi è il miglior debutto italiano da molto tempo in qua. L'autore è fornito di una capacità introspettiva a livelli di immagini che lo imparentano con i maestri che inquadrano l'invisibile degli affetti, metti Antonioni o Kieslowski e mantiene il film su un'eleganza stilistica costante e a giusta misura e distanza emotiva. (...) L'eclisse dei sentimenti in un racconto di una classe molto europea e poco italiana, in cui nessuna immagine è inutile, nessuno sguardo va perso e i raccordi psicologici sono precisi e la mano della regìa è invisibile ma presente nel raccontare un incrocio di solitudini, ma senza angoscia. Per esempio nella direzione di tre attori straordinariamente sintonizzati: Barbara Bobulova, la spettatrice della vita che insegue un sogno d'amore, l'amica-complice Brigitte Catillon e il bravissimo Andrea Renzi, che viene dal teatro di Martone e fa il discreto oggetto del desiderio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 maggio 2004)

"Incastri di coincidenza e piccole interferenze nei destini, note dolenti sospese in un vuoto di relazioni umane, ci dicono che siamo in quel clima che era caro al cinema di Kieslowski. Il disegno è ardito e la sfida interessante: si tratta dell'opera prima di un ex allievo della factory di Ermanno Olmi a Bassano del Grappa. Tuttavia il film non scorre, si sente ad ogni passo la scrittura e il modello polacco, non si sente invece la passione compressa. E gli attori non sono convincenti." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 7 maggio 2004)
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