La resa di Titì

ITALIA - 1945
Un giovane diplomatico si invaghisce di una signora che egli ha seguito per la strada e per poter stringere una relazione s'introduce nella casa di lei proponendo un accoppiamento fra Titì, la cagnetta della signora ed il suo pechinese. Il marito della donna, alquanto ingenuo, si presta al giuoco ed il dongiovanni diviene un assiduo di casa. La signora sa resistere all'assedio e, superato il momento critico, parla chiaramente al giovanotto il quale desiste definitivamente dall'impresa.

CAST

CRITICA

"Vicenda scialba che risente l'influenza della sua origine teatrale. Slegata e poco efficace l'interpretazione". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XX del 1946).
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