LA RAGAZZA TERRIBILE

DAS SCHRECKLICHE MADCHEN

GERMANIA - 1989
La giovane Sonja Rosenberger, nata e vissuta nella cittadina di Pfilzing, in Baviera, figlia di due insegnanti, ha frequentato con successo, negli anni 70, una scuola diretta da suore dove, particolarmente apprezzata dalla signorina Juckenack, l'insegnante di latino, partecipando ad un concorso nazionale vinse il primo premio. Sonja notava spesso quanto fosse convenzionale ed ipocrita il comportamento dei suoi concittadini, ed era colpita dal fatto che le suore consegnassero, prima degli esami, lo svolgimento dei temi e la soluzione dei problemi alle figlie dei benefattori più generosi. Quando Sonja era ancora adolescente, giunse nella scuola un giovane insegnante praticante, Martin Wegmus: nato fra i due un amore, costoro si dichiararono davanti al cosiddetto Albero dei Miracoli. Dopo il matrimonio con questi e la nascita di due figli, Sonja partecipa ad un altro concorso nazionale, sul tema "La mia città natale sotto il III Reich", interrogando parenti e conoscenti sulle loro esperienze sotto il nazismo e consultando, fra gli altri, il professor Juckenack, fratello della sua insegnante, e il borgomastro. Inizia quindi ricerche sui documenti dell'archivio locale dove trova presto indizi di crimini contro gli ebrei. Quando cerca di approfondire le sue ricerche incontra resistenza e ostilità. I documenti le vengono nascosti; è minacciata insieme alle figliolette; la sua casa viene fatta saltare con la dinamite, senza pero' mai cedere neppure quando il marito la lascia. Trovati e fotocopiati i documenti con uno stratagemma, ha le prove che Juckenack e altre personalità cittadine hanno commesso gravi crimini contro ebrei innocenti, causandone la morte. Pubblicato un libro, Sonja diviene celebre, ma, temendo rappresaglie, si rifugia fra i rami dell'"Albero dei Miracoli".
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: SENTANA FILM PRODUKTION
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1991) - EDEN VIDEO

CRITICA

E' straordinario che una materia così grave possa venir raccontata con spirito, inventiva, sottigliezza, energia, e con una attrice bravissima che è Lena Stolze. Il regista Verhoeven non usa lo stile del naturalismo documentario né del dramma politico: crea invece una tecnica di racconto mista, sardonica pure nelle immagini, che dà un risultato satirico brillante, profondo e insieme molto divertente. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) Una storia a tratti appassionante, a tratti stanca. Talora discontinua e appesantita da elementi non totalmente componibili nell'unità della vicenda. Buono l'uso del colore e sicuramente apprezzabile la regia di Verhoeven. (Giovanni D'Ercole, La Rivista del Cinematografo)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy