LA RAGAZZA DI VIA MILLELIRE

ITALIA - 1981
Betty, tredicenne immigrata dal Sud e residente nella cintura torinese della disgregazione sociale e morale; nella malfamata via Millelire, ha alle spalle una famiglia in sfacelo: madre ambulante una covata a non finire di fratelli e sorelle, di cui uno semideficiente, e il padre in carcere. Intorno, un ambiente in degrado: droga, violenza, prostituzione ... La ragazza va e viene in questo ambiente fuggendo perpetuamente: dalla famiglia, dalle brevi relazioni con giovani sbandati e privi di scrupoli, dai "Centri d'incontro" e dai riformatori. E' irrequieta, sfrontata, irresponsabile. Il suo continuo fuggire è scandito da ricorrenti ritorni a uno squallido centro sociale e a una annoiata e rassegnata assistente sociale, che tuttavia qualcosa tenta di fare per raddrizzarla. Ma inutilmente. Il film si chiude, amaro, sull'ennesima fuga di Betty e su ogni spiraglio di speranza.

CAST

CRITICA

Accolto male alla mostra di Venezia 1980, programmaticamente sgradevole ed irritante, "La ragazza di via Millelire" ha il torto di non optare con risolutezza fra la mimesi del "videotape" e la scelta affabulativa. Autore già noto per significative prove alla Tv, Serra sembra ugualmente respinto dall'idea di produrre un documento come da quella di realizzare un'opera di fantasia (T.Kezich - Il nuovissimo Millefilm).
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