La ragazza dei miei sogni

ITALIA - 2016
2,5/5
La ragazza dei miei sogni
P. è un giovane trentenne insoddisfatto. Molte le situazioni che hanno condizionato pesantemente la sua vita e che gli impediscono di vivere come vorrebbe: la morte dei genitori, l'asettica redazione giornalistica in cui lavora; Mario, il suo coinquilino, tanto spigliato quanto superficiale; Margherita, la ragazza di cui è invaghito e alla quale non riesce a dichiararsi. Un giorno P. conosce Sofia, bella e intrigante, somigliante alla ragazza che sognava tutte le notti; tra i due esplode un sentimento incontenibile ed egli sembra finalmente aver trovato la ragazza dei suoi sogni. Nel frattempo P. incontra dopo anni un suo vecchio amico del liceo, Alessandro, brillante consulente informatico di giorno e scatenato musicista elettronico di notte, che gli apre le porte di un mondo fantastico e segreto e che finirà per metterlo in guardia dalla dolce Sofia di cui P. si è innamorato. A P. si rivelerà a poco a poco un mondo di cui ignorava l'esistenza, che lo costringerà a grandi sacrifici per sopravvivere e a cambiare completamente la sua visione della vita e dell'amore.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, FANTASY, ROMANTICO
  • Tratto da: romanzo omonimo di Francesco Dimitri (ed. Gargoyle)
  • Produzione: CORRADO AZZOLLINI PER DRAKA PRODUCTION, IN ASSOCIAZIONE CON SEVEN DREAMS PRODUCTION
  • Distribuzione: DRAKA DISTRIBUTION (2017)
  • Data uscita 27 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluigi Ceccarelli
Il trentenne giornalista P. (Reggiani) è innamorato senza speranza dell’amica Margherita (Gensini), che calpesta i suoi sentimenti andando a letto con il coinquilino: l’incontro con la bella Sofia (Giovanelli) sembra l’inizio di una rivalsa, ma diventerà letteralmente un incubo…

Saverio Di Biagio porta su grande schermo il romanzo di Francesco Dimitri (anche sceneggiatore) e  con La ragazza dei miei sogni torna alla regia dopo cinque anni di distanza, ma possiamo parlare a tutti gli effetti di un secondo esordio: dal microdramma sociale di borgata di Qualche nuvola all’urban fantasy c’è una distanza ben più evidente di quella - temporale - tra le due pellicole.

Ad accomunarle, forse, la visione disincantata dell’amore, un sentimento davvero troppo difficile da vivere, se non per pochi istanti. In questo senso, rispetto agli equivoci (e ai tradimenti) di Qualche nuvola, la svolta fantasy della trama va letta come metafora esistenziale: l’amore è fisicamente impossibile, letteralmente un fantasma (o un demone) da inseguire senza poterlo comprendere. Qualcosa che emerge nella seconda metà del film, ricca di sequenze sospese e inquietanti (su tutte la festa al palazzo, con annesso cameo di Remo Girone) e di pedinamenti frustranti e senza successo, decisamente più riuscita rispetto a un inizio comedy più incerto nel ritmo e meno convincente nel complesso. Peccato per un finale sbrigativo, che forse spiazza lo spettatore anziché risolvere l’intreccio, dopo aver meritoriamente spinto sul pedale dell’esoterico e messo molta carne sul fuoco (da Aleister Crowley al mito del Golem, il tutto “divulgato” da un Vaporidis inedito, che spesso ruba la scena al protagonista Reggiani).

Va detto come Di Biagio, circondato dai collaboratori di sempre (i fidi Vaporidis e Reggiani, Marco Spoletini al montaggio, Francesco Di Giacomo alla fotografia) evita coraggiosamente stereotipi (l’ambientazione inedita in una Bari spettrale), effettacci alla Dario Argento ed espedienti narrativi facili, anche quando avrebbero potuto far comodo. Ma per un secondo esordio serve coraggio e incoscienza, ancor più che per il primo; ed è difficile non essere indulgenti verso un fantasy tutto italiano, non del tutto compiuto ma piccolo capostipite (si spera) di analoghi esperimenti in futuro.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI FONDAZIONE APULIA FILM COMMISSION E IL SOSTEGNO DI REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER L'AUDIOVISIVO; CON LA PARTECIPAZIONE DI: RADOSLAW KAZIOW, GRAZIA TEDONE, BARBARA ANTONINA KAZIOW, CHRISTIAN COLLOVÀ; IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): STUDIO CINQUE OUTDOOR, TECSIAL, GROSSANO FEM EDILIZIA SNC, GABRIELE SANCRISTOFARO, QS DI ROBERTO ACQUISTA, AZIENDA AGRICOLA VOLPE ARCANGELA; IN COLLABORAZIONE CON: SEAGULL, STIFFI, HGV.

CRITICA

"Pur con vari difetti, il film riesce a reggere la fantasiosa sceneggiatura. Certo che Vaporidis con il pendolino in mano fa rimpiangere il compianto e più credibile Maurizio Mosca." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 aprile 2017)
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