La rabbia

ITALIA - 1963
Partendo da posizioni del tutto divergenti, Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi hanno tentato di dare risposta, attraverso un film di montaggio, a uno dei quesiti più importanti sull'esistenza umana: perché le nostre vite sono segnate dal malcontento e dalla paura? Sia Pasolini che Guareschi rispondono commentando soggettivamente documenti cinematografici e fotografici del dopoguerra, come gli episodi dell'intervento sovietico in Ungheria, l'assassinio di Lumumba, indipendenza del Tanganika, l'attacco israeliano in Egitto, l'ascesa al potere di Castro a Cuba, Ava Gardner a Roma e Sophia Loren nel Polesine, l'inoronazione della regina Elisabetta d'Inghilterr, l'elezione di Eisenhower, De Gaulle al potere, l'indipendenza dell'Algeria, la morte di Marilyb Monroe, il volo di Gagarin nell'orbita terrestre con il trionfale ritorno a terra. Pasolini fa derivare la nostra angoscia dalle azioni efferate compiute dalla società occidentale, mentre Guareschi cerca di difenderla vedendovi una speranza per il futuro.
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.66)
  • Produzione: GASTONE FERRANTI PER OPUS FILM
  • Distribuzione: WARNER BROS. - CAPITOL INTERNATIONAL VIDEO

NOTE

- DURATA: PRIMA PARTE 53' (1.449 M), SECONDA PARTE 51' (1.405 M).

- MATERIALI DI DOCUMENTAZIONE: CINEGIORNALI "MONDO LIBERO" E MATERIALI REPERITI IN CECOSLOVACCHIA, UNIONE SOVIETICA E INGHILTERRA.

- I QUADRI MOSTRATI NELLA PRIMA PARTE SONO DI: BEN SHAHN, JEAN FAUTRIER, GEORGES GROSZ E RENATO GUTTUSO.

- PRIMA PROIEZIONE A MILANO IL 13 APRILE 1963, PER DUE GIORNI, POI DUE GIORNI A ROMA E UNO A FIRENZE. IL FILM FU RITIRATO DALLE SALE E IL DISTRIBUTORE NE ANNUNCIO' UN RIFACIMENTO COMPLETO, CHE PERO' NON FU MAI REALIZZATO.

- NEL 2008, ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA, VIENE PRESENTATA FUORI CONCORSO UNA NUOVA VERSIONE DELLA PARTE REALIZZATA DA PIER PAOLO PASOLINI. PARTENDO DAL TESTO DEL POETA E DALLA COLLEZIONE DI 'MONDO LIBERO' GIUSEPPE BERTOLUCCI E TATTI SANGUINETTI HANNO LAVORATO ALLA RICOSTRUZIONE DELLA PARTE MANCANTE DELL'OPERA COSI' COME PASOLINI L'AVEVA CONCEPITA IN ORIGINE.

CRITICA

"L'idea non era cattiva: mostrare al pubblico dei brani documentari relativi agli avvenimenti che noi ultraquarantenni abbiamo vissuto e farli commentare da due notissimi estremisti come Guareschi e Pasolini. Purtroppo i due scrittori hanno preso terribilmente sul serio il loro incarico ed hanno adoperato la lente più deformante dei loro rispettivi convincimenti politici. Ne è uscito un film grottescamente tirato a destra e tirato a sinistra. Una prova inutile, sia sul piano estetico che sul piano storico." (S. Nati, 'Intermezzo', 15 giugno 1963)

"L'evidente tendenza di Pasolini a distruggere tutti i valori dell'esistenza, compresi quelli religiosi, e l'inefficace difesa sostenuta da Guareschi costituiscono il tema fondamentale del film, che, inoltre, è particolarmente irrispettoso delle istituzioni religiose e delle persone degli ultimi Pontefici." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 58, 1965)
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