La promessa - Il prezzo del potere

Les Promesses

FRANCIA - 2021
3/5
La promessa - Il prezzo del potere
Clémence, impavido sindaco di una cittadina vicino Parigi, sta completando l'ultimo periodo del suo mandato. Con il suo fedele braccio destro Yazid, ha combattuto a lungo per questa comunità afflitta da disuguaglianze, disoccupazione e povertà. Tuttavia, quando a Clémence viene offerta la carica di Ministro, la sua ambizione prende il sopravvento, mentre la devozione e l'impegno per i suoi cittadini iniziano a vacillare. La sua integrità politica e le promesse elettorali sopravvivranno a queste nuove aspirazioni?
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: THIBAULT GAST, MATTHIAS WEBER
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES (2022)
  • Data uscita 10 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

Un film con Isabelle Huppert è sempre un film su Isabelle Huppert e Les promesses, che apre Orizzonti a Venezia 78, non fa eccezione. Perché nel tratteggiare l’indomita, contraddittoria, umanissima sindaca di una città della regione parigina, Huppert si misura con un personaggio che le appartiene totalmente per forza apparentemente invulnerabile e costante esercizio del dubbio.

Opera seconda di Thomas Kruithof dopo il noir La meccanica delle ombre, Les promesses mette in campo sin dal titolo le parole della politica, il loro peso specifico e la loro dimensione simbolica. Sono le parole, in particolare, di Clémence, che prima di completare il secondo – e ultimo, come ha promesso – mandato come prima cittadina vorrebbe ottenere un cospicuo finanziamento per riqualificare un complesso abitativo allo sfacelo, minato dalle carenze strutturali e da sfruttatori senza scrupoli.

Al suo fianco, il devoto capo dello staff Yazid (Reda Ketab, una faccia che è la cartografia di un mondo), che in una di quelle case ai margini ci è nato e da lì se ne è andato. Un sodalizio strettissimo, in un certo senso rappresentazione del rapporto di fiducia costruito dalla sindaca con i cittadini che le riconoscono impegno e dedizione, che però viene messo alla prova quando Clémence si lascia sedurre dalla prospettiva di diventare ministro.

Come un altro film francese dedicato alla politica e ai suoi meccanismi, l’ottimo Alice e il sindaco, Le promesses è una riflessione sul senso del fare politica (anche) nella Francia di Macron – il giovane capo di gabinetto ne è l’immagine visivamente efficace; il navigato tecnocrate ne è quella meno esposta ma sempre presente – e, più in generale, nell’Europa in affanno nel dialogare con i popoli che la compongono.

Con un atto per certi versi davvero controcorrente rispetto ai venti che soffiano più forti, Kruithof – che ha scritto il film con Jean-Baptiste Delafon – fa della politica un affresco complesso e stratificato ma pieno di ammirazione, riuscendo a tradurre l’impianto teorico in una narrazione ben congegnata, pur con qualche caduta nel ritmo.

E lo fa senza mai sconfinare nel santino, anzi mettendo in luce gli aspetti anche spigolosi e perfino urticanti dei due personaggi principali, dagli sguardi di Clémence travolta dal desiderio di potere agli istanti in cui Yazid perde il controllo tornando il giovane nato e cresciuto nelle banlieue. È anche la storia di un’amicizia insolita tra due idealisti che fanno di tutto per non apparire più puri e visionari: e in questo film spesso grigio e plumbeo, l’unico raggio di sole verso il finale annuncia la fine di un cammino e l’inizio di un nuovo corso.

NOTE

- FILM DI APERTURA, IN CONCORSO, DELLA SEZIONE 'ORIZZONTI' ALLA 78. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2021).

CRITICA

"Diretto da Thomas Kruithof, 'La promessa - Il prezzo del potere' mette in scena i conflitti tra l'etica politica, soprattutto quella locale, e le promesse elettorali, ambizione e devozione, l'individuo e la comunità, l'io e il noi. (...) Non è facile raccontare la politica sul grande schermo senza ricorrere al racconto di una presa di potere: Kruithof ce ne fa comprendere i meccanismi più nascosti facendola dialogare con il cinema, puntando l' obiettivo sulle parole necessarie a negoziare, a farsi ascoltare, a convincere. Il tutto mediato attraverso il rapporto professionale tra la sindaca e il suo braccio destro. Come sempre impeccabile Isabelle Huppert." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 10 marzo 2022)

"(...)opera seconda del regista francese Thomas Kruithof presentata alla Mostra di Venezia (Orizzonti), è un film che pur in modo discontinuo fa riflettere su temi centrali del nostro vivere insieme, del nostro condividere spazi e tempi dell' esistenza. A partire dal titolo stesso (...). Da un lato, quelli che mantengono le promesse, dall'altro, quelli che le disattendono. Da una parte chi rifugge il potere per un bene collettivo, dall'altra chi è disposto a pagare qualsiasi prezzo per il successo personale. Il semplice plurale dell' originale francese, 'Les Promesses', forse aderisce meglio al caos del cosiddetto mondo della doxa. Nella pluralità (incontrollata e incontrollabile) si fanno promesse, appunto, si aspira a ottenere qualcosa per e con tutti. E non vi è alcuna garanzia di successo, proprio perché nella inestricabile molteplicità della realtà vi è sempre qualcosa che sfugge all'intenzione, alla volontà che le cose prendano una direzione e non un'altra (...)." (Mazzino Montinari, 'Il Manifesto', 10 marzo 2022)

"Il film di Thomas Kruithof appartiene alla terra di mezzo: non ha supereroi, richiede spettatori interessati più al gioco della politica che ai colpi di scena da sobbalzo sulla sedia. La sindaca Clémence, al suo secondo mandato, ha promesso agli elettori di ripulire un grande condominio disastrato, in mano alla malavita. Proprio dove Reda Kateb, figlio di immigrati, è cresciuto.Quando propongono alla sindaca un posto da ministro, la promessa vacilla." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 12 marzo 2022)
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