La prima volta (di mia figlia)

ITALIA - 2014
La prima volta (di mia figlia)
Alberto è un medico della mutua, maniaco dell'ordine, separato da dieci anni e totalmente dedito - emotivamente ed affettivamente - alla figlia quindicenne, Bianca. Un giorno uguale a tutti gli altri della sua vita completamente organizzata, metodica e ordinata, arriva un fulmine a ciel sereno: legge di nascosto sul diario di Bianca che la sua bambina sta per fare l'amore per la prima volta! Alberto è nel panico, non aveva ancora immaginato che potesse arrivare quel giorno anche per sua figlia: l'angelo della sua vita... Deciso a combattere per non far accadere il "fattaccio", o quantomeno a far capire a sua figlia come "dovrebbe essere fatto" organizza una cena con la sua più cara amica Marina, ginecologa al consultorio e per questo - secondo Alberto - esperta di adolescenti, per dissuadere la figlia dal 'commettere questo grave errore'. Al tavolo si aggiungono, indesiderati e inaspettati, Giovanni, l'inopportuno marito di Marina ed Irene, una psicologa collega di Alberto che lui detesta, perché è il suo esatto contrario. Si ritrovano tutti a raccontare le loro prime volte, ma nessuna delle esperienze riesce a dare a Bianca quello slancio educativo che Alberto tanto cercava e a farle capire tra le righe che non è ancora il momento giusto. Le cose quindi non andranno come sperato e quella che doveva essere una cena "istruttiva" si trasformerà in uno zoo, una grande "terapia di gruppo" che cambierà per sempre il rapporto tra padre e figlia...
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MATTEO ROVERE, ANDREA PARIS, ADRIANO DE MICHELI PER ASCENT FILM E DEAN FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 19 Marzo 2015

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT-DGC.

CRITICA

"Esile ma simpatica occasione di battibecco generazionale, l'opera prima dell'attore autore Riccardo Rossi (...). Il debutto è gradevole e rimette in moto la querelle padri più o meno capaci del ruolo e figli più o meno sdraiati. Il cast è teatralmente molto efficace e l'unità del restaurant valorizza la spontaneità di Rossi e dei suoi complici la Gargari, la Foglietta, la Sacchi, Fresi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2015)

"(...) esordio nella regia dell'attore comico Riccardo Rossi. (...) Tra culto sordiano (il personaggio si chiama Alberto, fa il medico della mutua, il Centro Anziani dove fa volontariato è intitolato a Silvio Magnozzi memorabile personaggio di 'Una vita difficile') e influenze morettiane (...), il film ha un'anima gentile ed è divertente, benché esilissimo." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 19 marzo 2015)

"Spiacerà. A meno che non siate in serata sì e quindi disposti a consumare senza problemi anche prodotti come questo (modesti, ma non antipatici nella modestia). Viceversa, davanti a troppi stereotipi e situazioni prevedibili, vi chiederete più di una volta se lo spettacolino vale il biglietto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 marzo 2015)

"(...) commediola, attorno ai tormenti di un padre troppo ansioso (...) garbata e senza pretese sociologiche. Al massimo ha una moralina incorporata: guai a chi si permette di leggere di soppiatto il diario di un figlio. Il neo più vistoso: gli adolescenti che rivivono nei flashback non somigliano per nulla ai protagonisti adulti." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 marzo 2015)
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