La preda perfetta - A Walk Among the Tombstones

A Walk Among the Tombstones

La preda perfetta - A Walk Among the Tombstones
Matt Scudder, ex poliziotto del Dipartimento di Polizia di New York, è un investigatore privato senza licenza che opera al di fuori della legge e che viene ingaggiato da un boss del traffico di eroina per dare la caccia agli uomini che gli hanno rapito e brutalmente assassinato la moglie. Nel corso delle indagini, Scudder scoprirà che questi uomini sono killer avvezzi a perpetrare lo stesso tipo di perverso reato e per mettere fine ai loro macabri omicidi intraprenderà una estenuante ricerca tra i vicoli di New York per rintracciarli e fermarli una volta per tutte...
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Tratto da: romanzo "Un'altra notte a Brooklyn" di Lawrence Block (ed. Sellerio)
  • Produzione: DOUBLE FEATURE FILMS, EXCLUSIVE MEDIA GROUP, CROSS CREEK PICTURES, 1984 PRIVATE DEFENSE CONTRACTORS, DA VINCI MEDIA VENTURES, FREE STATE PICTURES, JERSEY FILMS, TRAVELING PICTURE SHOW COMPANY (TPSC)
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 18 Settembre 2014

TRAILER

CRITICA

"Nessuno si salva, ma il film scorre con ispirato rispetto nel genere noir, accendendo una certa elettricità." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 18 settembre 2014)

"È un cavaliere errante Matthew Scudder, il 'private eye' ex-poliziotto ed ex-alcolizzato protagonista dei romanzi di Lawrence Block. I suoi progenitori sono Marlowe e Spade, lo scenario in cui agisce una metropoli violenta, depravata, feroce. In attività dal 1976, è già stato interpretato da Jeff Bridges; ora la palla passa a Liam Neeson, che veste bene la parte nella trascrizione del romanzo 'A Walk Among the Tombstones". (...) Ambientato nella Hell's Kitchen del 1999 (), 'La preda perfetta'è un caso inaspettato di film noir vecchia maniera. Anche se, dati i tempi, con una dose di violenza in più. Se dovesse incontrare il favore del pubblico si prevedono - auspicabili, per una volta seguiti." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 18 settembre 2014)

"Le premesse dell'ennesimo noir «La preda perfetta» sarebbero incoraggianti (...). Purtroppo, però, la goduria dura poco e nella sua divisa filmica di duro l'ex poliziotto alcolizzato Scudder non è che cavi troppo castagne dal fuoco. (...) Tutto già visto, tutto scontato, tutto appiattito da uno stile corretto ma inadatto a inoculare il brivido della trasgressione sia pure all'interno di un progetto seriale. Il regista e sceneggiatore Frank tenta solo di mantenere viva la tensione e grossomodo ci riesce a scapito del malcerto incedere di Scudder, della pioggia onnipresente, dell'immancabile peso dei rimorsi e soprattutto dell'immenso carico di cliché che gli tocca portarsi addosso." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 settembre 2014)

"A portare sullo schermo il decimo dei 17 romanzi della serie, 'A Walk Among the Tombstones (...), è stato Scott Frank, valido sceneggiatore nominato all'Oscar per 'Out of Sight', che elabora il copione in funzione di questo protagonista un po' dostoevskiano che, mentre cerca redenzione per un tragico errore commesso nel passato, si avventura negli oscuri labirinti del Male di Manhattan. Ma gli altri personaggi restano sfocati (...); e, nella prosaica regia (la sua seconda) di Frank, il thriller rimane nei limiti di un professionale prodotto di genere in cui spicca un Liam Neeson di stropicciato, carismatico fascino." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 18 settembre 2014)

"Dopo aver collaborato con Wong Kar Wai alla sceneggiatura della misteriosa love-story 'Un bacio romantico' (2007), il vecchio scrittore noir Lawrence Block (classe 38) torna in contatto con il cinema grazie a Scott Frank, bravo ad adattare un romanzo della saga con protagonista Matt Scudder. (...) Liam Neeson (...) è uno Scudder convincente nella sua costante ricerca di riscatto tale da impedirgli di fare troppo la morale ai fuorilegge per cui decide di lavorare. Ci sarà anche un sagace ragazzino di colore pronto a diventare la sua spalla nel giallo dei serial-killer rapitori. Bellissimo finale di cruda e realistica violenza. Sarebbe bello rivedere Neeson nei panni del detective in nero, assiduo frequentatore degli alcolisti anonimi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 18 settembre 2014)

"Piacerà Ai fans di Liam Neeson che, a un'età prepensionabile, s'è scoperto una nuova giovinezza nei film d'azione (...). Qui oltretutto l'attore irlandese non s'è trovato per le mani il solito ammazzasette da fumetto, ma un vero personaggio, affidatogli persino colla benedizione di Lawrence Block (...). È il caso di aggiungere che Neeson oltre alla faccia, ci ha messo una sua credibilità da eroe capace di far sempre la cosa giusta pur nelle condizioni più sfavorevoli per la giustizia. La preda perfetta (titolo originale, 'A Walk Among the Tombstones', passeggiata tra le pietre tombali) certo, manderà in giuggiole anche i nostalgici degli antichi «noir» di Humphrey Bogart, con le sue atmosfere cupissime, i vermi che sotto spoglie umane spuntano dal profondo della Grande Mela. Cosa più importante, il regista non si perde nelle operazioni nostalgia, non si scorda che il primo comandamento è fornire un thriller teso, incalzante, senza buchi narrativi. Pur essendo un personaggio completo, Scudder nella caccia è altrettanto trafelato e implacabile del genitore in ambasce di 'lo vi troverò'. Non è un caso, non può esserlo, se il copione di Scott Frank gli fa ripetere quasi la stessa scena (la telefonata ai cattivi, dove annuncia la morte col tono impersonale di un funzionario delle imposte)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 settembre 2014)

"Passabile poliziesco, meno truce, scontato e insensato dei troppi fatti con lo stampino. (...) L'impassibile Liam Neeson diventa sempre più generoso. Nei due 'Taken' precedenti si batteva per la propria famiglia, ora anche per quelle altrui." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 settembre 2014)

"'La preda perfetta' è un film di demoni: non creature ultraterrene ma complessi di colpa, panico inconscio, solitudine, disperazione, depressione e squallore che prendono alla gola uomini e donne mentre anche il paesaggio urbano si ammanta di minacciosa cupezza per essere degno di una tragedia lancinante che sbatte sullo schermo piccioni, furgoni, guardiani di camposanti, tossici, beoni e tutori della legge non proprio impeccabili. La messa in scena di Scott Frank alimenta con vigore, estrema eleganza e precisione a orologeria una tensione che Scudder deve reggere e spezzare senza nuocere a se stesso e ad altri innocenti, tanto che il suo socio diventa presto, dopo un incontro casuale in biblioteca, TJ (nella memorabile prestazione di Brian 'Astro' Bradley), un adolescente di colore sbandato, abbandonato, intelligente, coraggioso, ribelle, con un senso spiccato per il disegno ma anche minato nelle vene da un'anemia che già dalla sua specificazione, falciforme, ricorda la morte al lavoro. Frank, cesellando l'atmosfera con movimenti macchina a scoprire ed un montaggio evocativo e di ritmo non stordente, sta addosso ai personaggi e non li molla proprio come il suo 'occhio privato', come dimostra il tratteggio degli assassini e del loro diverso delirio da macellai inesausti e affamati d'orrore. La New York da bere, da sniffare e da iniettarsi va allo scontro con l'altra città che insegue la redenzione, il pentimento ma anche il perdono dell'anima straziata per chi è caduto e vuole risorgere. Il 'noir' criminale e la detective story rispettano le regole del genere, unendo la vecchia e la nuova scuola, utilizzando gli stereotipi narrativi come guida in un inferno dove la prova di Liam Neeson assume il profilo iconico di un grande interprete del thriller contemporaneo che non si accontenta della banalità action, ma seduce e chiama in campo l'azione quando lo sguardo è già impregnato dai rovelli perenni dell'outsider. Emozioni fredde e sensazioni calde rendono 'La preda perfetta' uno spartito che non ha tregua nell'inquietudine a suspense di una storia che Bloch ha inventato e Frank riscritta fedelmente, alla sua maniera, nell'adattamento del copione e nell'affascinazione tenebrosa delle sequenze." (Natalino Bruzzone,' Il Secolo XIX', 18 settembre 2014)
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