La polizia incrimina, la legge assolve

ITALIA - 1973
Il commissario Belli, che indaga su un grosso traffico di droga tra Genova e Marsiglia, nel quale sono implicate due bande rivali, arresta un uomo, "il libanese", che potrebbe rivelarsi prezioso. Ignoti sicari, però uccidono quest'ultimo, per impedirgli di parlare, durante la sua traduzione in questura. Avendo intuito che nell'affare è coinvolto un potente e insospettabile industriale ligure, belli riesce a convincere il suo più anziano e prudente collega, il commissario-capo Scabino, che su tale individuo ha raccolto già un importante "dossier" (ma gli mancano prove realmente decisive) a consegnarlo a chi di dovere. Anche Scabino, però, viene ucciso prima di aver potuto consegnare il "dossier". Mentre coloro che si sentono minacciati dalla cocciutaggine di Belli, deciso a riprendere da capo le indagini, tentato di scoraggiarlo colpendolo, con un duplice omicidio, nella sua vita affettiva, il commissario riesce finalmente, grazie all'aiuto di un vecchio "boss", a venire a capo della ingarbugliata faccenda. Sgominata la banda nei sui ranghi inferiori, però, è improbabile che egli possa risalire al suo intangibile capo.
  • Altri titoli:
    La policía detiene, la ley juzga
    Strasse ins Jenseits
    The Marseilles Connection
    Le témoin à abattre
    Tote Zeugen singen nicht
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE, PANORAMICA, 35 MM (1:2.35)- EASTMANCOLOR
  • Tratto da: un'idea di Maurizio Amati
  • Produzione: EDMONDO AMATI PER FIDA CINEMATOGRAFICA, CAPITOLINA PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE (ROMA), STAR FILM, SUEVIA FILM (MADRID)
  • Distribuzione: FIDA - MITEL, STARDUST
  • Vietato 14

CRITICA

"Ennesimo poliziesco all'italiana firmato con uno pseudonimo dal recidivo Enzo Girolami ('Il cittadino si ribella') che indiscutibilmente conosce le regole dello spettacolo, anche se annega le pretese di denuncia sociale in un oceano di morti ammazzati. Franco Nero, imperturbabile, aggrotta la fronte ad ogni smacco. La legge assolve, faranno altrettanto gli spettatori?" (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 31 gennaio 2001)
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