LA PARTITA - LA DIFESA DI LUZHIN

THE LUZHIN DEFENCE

FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2000
LA PARTITA - LA DIFESA DI LUZHIN
Tratto da un soggetto di Vladimir Nabokov, ne sa cogliere la cupa ironia. Ambientato sul lago di Como nel 1929, durante un importante torneo di scacchi, è un film sulla passione d'amore di Natalia, una giovane nobile russa in vacanza con i suoi genitori, per uno dei migliori giocatori d'Europa, Alexander Luzhin. Quando i due sono sul punto di sposarsi, Alexander si ammala e gli viene detto che per guarire deve abbandonare gli scacchi.

TRAMA LUNGA
1929. Alexander Luzhin, eccentrico giocatore di scacchi, arriva in Italia nella zona dei laghi per giocare la partita più importante della propria carriera. I traumi dell'adolescenza lo perseguitano: la fine del matrimonio senza amore dei genitori, la morte della madre, il rifugio negli scacchi come passione in una vita priva di amore e di affetto. Durante la partita, Luzhin incontra Natalia, una donna russa che i genitori aristocratici ed esuli vorrebbero dare in sposa al ricco conte Jean de Sassard, anche lui presente per seguire il torneo. Natalia però è colpita da Luzhin, dopo un primo incontro tra i due in verità un po' scombinato. Conquistata dalla sua genialità stravagante, Natalia si lascia andare ad un rapporto con Luzhin. Nel momento in cui i due sembrano molto felici, arriva sul posto Valentinov, l'uomo che ha scoperto il talento di Luzhin bambino. E' stato il suo tutore e si è anche arricchito alle sue spalle, per poi abbandonarlo a Budapest per seguire un altro talento. Ora Valentinov intravede la possibilità di nuovi guadagni, e torna alla carica. I due ragazzi decidono di sposarsi, ma Luzhin sta male e il medico dice che per guarire deve smettere con gli scacchi. Ormai in depressione, Luzhin si getta dalla finestra della camera e muore, proprio poco prima di celebrare il matrimonio. Natalia trova gli appunti da lui lasciati. Si presenta al posto suo alla finale, e ottiene la vittoria.
  • Altri titoli:
    LA DEFENSE LOUJINE
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Tratto da: DAL ROMANZO "DEFENCE" DI VLADIMIR NABOKOV
  • Produzione: RENAISSANCE FILMS - ICE 3 - LANTIA CINEMA & AUDIOVISIVI - MAGIC MEDIA - FRANCE 2 CINEMA - CLEAR BLUE SKY PRODUCTIONS
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE

CRITICA

"Il film tratto dal romanzo, ambientato in Italia nella Villa Erba sul lago di Como, diretto dalla regista de 'L'albero di Antonia', è ben fatto e allarmante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa, 30 marzo 2001)

"Dopo Virginia Woolf ('Mrs Dalloway'), Vladimir Nabokov. L'olandese Marleen Gorris, premio Oscar per 'L'albero di Antonia', estrae 'La partita' da un lungo racconto del grande scrittore russo. Ma muove le sue pedine con un cinema eccessivamente difensivistico, come la tattica per vincere adottata dal suo anti-eroe. Belle immagini statiche, scacchi come metafora (scontata) del fato, John Turturro autistico come il Dustin Hoffman di 'Rain Man', Emily Watson ancora una volta in balia delle onde del destino, ma senza il sano sadismo di Lars von Trier". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 30 marzo 2001)

"Sarà l'astrazione del gioco, ma tutto nella 'Partita' avviene come sotto una campana di vetro (appena percettibile la presenza di tre fascisti in camicia nera, citati nei titoli di coda): troppo difficile, in simili circostanze, appassionarsi sia per la competizione, sia per i destini dei personaggi. Solitamente bravo, John Turturro interpreta con un eccesso di enfasi caricaturale il bizzarro Luzhin, che negli intervalli della partita canta sotto la pioggia, facendone una via di mezzo tra Monsieur Hulot e Jean-Louis Barrault nel 'Testamento del mostro'" (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 aprile 2001)

"Follia d'amore e follia scacchistica dovrebbero andare di pari passo, ma il film si esaurisce in una messinscena oleografica ed esangue. 'La partita' vorrebbe essere un Visconti, finisce per sembrare un Ivory di maniera. John Turturro fa il matto ed è meno bravo del solito. Emily Watson conferma i sospetti che circolano da tempo: forse con 'Le onde del destino' ci ha ingannati tutti, facendoci credere di essere un'attrice". (Alberto Castellano, 'Film Tv', n° 15 - 2001)
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