La Parrucchiera

ITALIA - 2017
3/5
La Parrucchiera
Rosa è una bellissima ragazza dei quartieri spagnoli di Napoli che lavora nel negozio di parrucchiere di Lello e Patrizia. Lello è attratto da lei fino all'ossessione, ma quando le avances si fanno troppo pesanti, Rosa è costretta a scappare e a licenziarsi. Patrizia, che ha sempre considerato Rosa come una figlia, si sente tradita e prende le parti del marito lasciando la ragazza senza lavoro. A questo punto Rosa, con l'aiuto delle sue amiche del cuore Micaela, donna passionale e intraprendente, e Carla, transessuale sensibile e materna, tenta la grande scommessa di aprire un salone tutto suo. Ben presto i sogni diventano realtà: il negozio di Rosa non solo si afferma, ma arriva addirittura a rivaleggiare con quello di Lello e Patrizia, e nella vita della ragazza si riaffaccia anche Salvatore, da sempre il grande amore di Rosa che, dalla ricerca del locale all'organizzazione dei lavori, la aiuterà in questa nuova avventura. Insomma, le cose sembrano andare per il meglio, finché un misterioso evento cambierà le sorti del salone e delle loro vite. Sarà proprio quello il momento in cui Rosa, le sue amiche e la stessa Patrizia mostreranno davvero quale cuore posseggono le donne di Napoli.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: LUCIANO STELLA, MAURO LUCHETTI PER SKYDANCERS, RAI CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON MAD ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: GOOD FILMS
  • Data uscita 6 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Luca Pellegrini

Un concertato multiculturale fitto di colorature espressive. Sono le donne di Napoli le assolute, divertenti protagoniste de La parrucchiera di Stefano Incerti: quelle del Vomero, che affollano il negozio della coiffeuse interpretata da Cristina Donadio dove, tra una tinta e la messa in piega, si sollazzano di sapidi pettegolezzi; e quelle dei Quartieri spagnoli, anima popolarissima di questa splendida città, attirate dalla simpatia di Rosa, ragazza-madre – è Pina Turco, già moglie di boss in Gomorra –. Lei, testarda e coraggiosa, insieme a socie improbabili, decide di mettersi in proprio con il suo nuovo locale, messo su contando sull’entusiasmo di un gruppo di immigrati e il prestito di una usuraia locale, e che spiritosamente decide di chiamare “Testa tempesta”.

Il confronto tra la ex-titolare e la bella neo-parrucchiera coinvolgerà una divertente squadra di figure femminili attinte molto dall’immaginario di Almodovár e dalla tradizione della commedia partenopea, che Incerti dirige con tempi da musical e abbondanti iniezioni di kitsch, che qui non guastano, anzi: immigrate, giovani e anziane, trans e procaci innamorate, un ragazzo gay dalla gloria canora perduta e pieno di rancore, il bel giovanotto innamorato, il figlioletto dai procaci istinti.  Un susseguirsi di intimi spazi larmoyant e momenti di corale eccitazione: Napoli. Come la si conosce e ama.

CRITICA

"(...) godiamoci questa stravaganza di Stefano Incerti (...) che raccoglie tutto il trash sociale e sentimentale da tv, tra 'Gomorra' e 'Un posto al sole'. (...) Tutto è tagliato a grana grossa, buoni cattivi ed eventuali redenti, il latin lover e la usuraia sguercia, il gay perfidino e la moglie offesa, la brava Cristina Donadio e i prodotti chimici letali. La commistione tra denuncia e gayezza al neon calda di phone produce divertimento per il contributo di un affollato cast in cui si amano Massimiliano Gallo e Pina Turco." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 aprile 2017)

"La crisi, più o meno declinata in versione giovanile ( qui soprattutto femminile ), alimenta molti film. Stefano Incerti, autore napoletano dall'eclettico percorso, ha shakerato questa ispirazione in un composto stilistico che riunisce suggestioni diverse. Soprattutto il moderno gusto pop di un tipo di commedia sbarazzina e graffiante praticato più fuori (modello Almodóvar) che in Italia, con il ricordo di commedie popolaresche italiane, e anche di ambiente napoletano, della stagione pre-boom. Su tutto domina il piacere di rappresentare un mondo, quello napoletano dei vicoli, coloratissimo: tra la memoria del technicolor anni 50 e l'odierno melting pot (in particolare napoletano) di etnie e culture. (...) La visione delle cose, non sappiamo quanto incisiva, è gaia e vitale. E l'esperimento di linguaggio risulta originale nelle strettoie odierne tra cupezza e vacuità." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 6 aprile 2017)

"L'ottava regia dell'eclettico Incerti è un po' di tutto: fotoromanzo criminale (grande Muselli come rifiuto tossico della tv à la Zingaro di 'Lo chiamavano Jeeg Robot'), melodramma (la Turco ha una delicata storia con il sempre ottimo Gallo) e commedia al femminile (si sente l'influenza del libanese d'ambientazione trucco e parrucco 'Caramel'). Mix di banalità e vivacità, noir (Turco e Donadio vengono da 'Gomorra' serie tv) e luce neo-femminista (il finale è un extension di felicità troppo finta). La Turco ha personalità e che brava la Zambrano (segretaria Associazione Trans Napoli). L'autore del notevole Gorbaciov (...) è sempre un regista interessante." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 aprile 2017)

"Rinnovare il volto del cinema napoletano è un immancabile appuntamento per i registi: nel caso della commedia 'La parrucchiera' di Stefano Incerti si potrebbe dire che si è tentato di farlo con una profusione di colori e musiche, ma non per questo coglie una nuova prospettiva. Il punto di vista si concentra sui diversi personaggi che assumono una presenza patinata, la procace parrucchiera del titolo, Rosa (Pina Turco) circondata da personaggi che entrano prepotentemente in scena (Cristina Donadio e Stefania Zambrano), con Missimiliano Gallo ex fidanzato protettivo e il giovane Kevin (Arturo Muselli), un tempo ragazzo prodigio poi dimenticato che cova rancore verso il mondo della televisione. L'AMBIENTAZIONE è quella della solidarietà che ricorda l'economia del vicolo, qui in particolare i rapporti di amicizia che nel momento del bisogno sono gli unici in grado di attivarsi." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 20 aprile 2017)
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