La notte più lunga dell'anno

ITALIA - 2021
2/5
La notte più lunga dell'anno
La notte più lunga dell'anno è quella tra il 21 e il 22 di dicembre (solstizio d'inverno) quando il sole tramonta intorno alle 16.30 e sorge all'indomani alle 7.30. Una lunga notte di una piccola città di provincia, nella quale si intrecciano, anche solo per sfiorarsi, quattro vicende personali. Un politico ad un passo dal baratro, una cubista che ha deciso di cambiare vita, un ragazzo coinvolto in una relazione con una donna molto più grande di lui e tre ventenni senza ambizioni in cerca di emozioni forti. Sullo sfondo, lo sguardo stanco e benevolo di Sergio, l'anziano benzinaio che - nella stazione di rifornimento aperta tutta notte - veglia su questo piccolo mondo. Quindici ore di buio ininterrotto in cui il destino umano si fa eccezionale, poiché la notte fa perdere gli ancoraggi del giorno e gli eventi all'improvviso subiscono un'accelerazione.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: SANDRO BARTOLOZZI PER CLIPPER MEDIA CON RAI CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON SKY
  • Distribuzione: VISION DISTRIBUTION (2022)
  • Data uscita 27 Gennaio 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

La notte del solstizio d’inverno, la più lunga dell’anno, a Potenza. C’è il contesto, quindici ore di buio nel cuore nero della provincia meridionale, e ci sono i suoi abitanti, un malinconico bestiario fatto di anime spaesate che non riescono a essere all’altezza dei propri sogni.

Personaggi in ballo: un politico prossimo all’arresto che cerca disperatamente di salvarsi; una cubista non più giovanissima sfinita con padre malato; un ragazzo in fuga dalla casa della matura amante; tre giovani sbalestrati che vogliono andare in discoteca a bordo di un carro funebre. Trait d’union, un benzinaio in servizio.

Non mancano le ambizioni a Simone Aleandri, esordiente nella finzione dopo una decennale esperienza nel documentario, e La notte più lunga dell’anno si nutre di riferimenti soprattutto americani, forse perché di fronte a narrazioni corali a forte voltaggio allegorico tendiamo a pensare al venerato maestro Robert Altman e a certi exploit del suo devoto allievo Paul Thomas Anderson.

È facile vederla come la configurazione di una “notte d’Italia”, tant’è che ogni storia si porta dietro l’immagine anzi il fardello di una ferita collettiva che si riverbera nel personale: la corruzione del potere, il conflitto generazionale, i matrimoni infelici, i giovani abbandonati al loro destino. In generale Aleandri traccia l’affresco di una umanità in decomposizione, consumata dalle proprie ambizioni frustrate e in fuga dallo spettro di altri fallimenti.

A illuminare l’oscurità dei piccoli o grandi drammi privati, le luci dei locali, siano quelle mutanti nel ristorante dell’ultima cena del politico, quelle acide dei dancing o quelle che rifulgono dalle fiamme degli incendi inattesi. O quella che rifulge dagli occhi tormentati e dagli spiragli dei vestiti della cubista Luce (ohibò! – ma Ambra Angiolini si conferma attrice ricca di sfumature).

Presentato in concorso all’ultimo Torino Film Festival, La notte più lunga dell’anno si diletta nell’esibizione di una regia di forti risonanze visive quasi simile a uno sfoggio muscolare, ma non sembra reggerne i contraccolpi estetizzanti, né sembra avere un respiro tanto largo da contenere la tensione morale di un grande racconto allegorico dove si scontrano destino e immobilismo, paura e desiderio.

Funziona il pur facile contrappunto dato dai programmi della televisione popolare, che funge da sottofondo persistente e facile parafrasi del degrado, così come intriga il tessuto sonora che mette in campo gli Eiffel 65, Umberto Tozzi, il fischio del benzinaio Mimmo Mignemi. Sono segnali di vita lanciati da un film interessante quanto fraglie, imprigionato nello schema della sua ambizione.

NOTE

- REALIZZATO CON LA COLLABORAZIONE DELLA REGIONE BASILICATA; CON IL CONTRIBUTO DI LUCANA FILM COMMISSION, BCC BASILICATA E GAL PERCORSI; CON IL PATROCINIO DI COMUNE DI POTENZA, PROVINCIA DI POTENZA; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; CON LA COLLABORAZIONE DI VINCENZO CARPINETA.

- ESECUTIVO IN BASILICATA: ANGELO VIGGIANO PER SIRIO STUDIOS.
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