La morte ti fa bella

Death Becomes Her

USA - 1992
La morte ti fa bella
A Beverly Hills, due donne si combattono da tempo: Madeline Ashton, stella del musical, ed Hellen Sharp, scrittrice di successo. Sono ormai non più giovani e creme e belletti rientrano nell'uso quotidiano per sconfiggere il processo d'invecchiamento. Madeline è abituata a portar via gli uomini alla rivale e l'ultimo ad essere stato circuito è Ernest Menville, un medico specializzato in chirurgia plastica, che ha sposato. Non basta, però: le due donne vogliono l'eterna giovinezza e fanno ricorso alla misteriosa pozione della celebre maga Lisle. Il dottor Ernest, già frastornato dall'aggressività di sua moglie, si ritrova costretto a ingurgitare la pozione per poter curare per sempre le due donne, per una volta alleate. Il medico però si ribella e, insultato, scompare per rifarsi una vita, vivere una vita normale: fare dei figli e poi invecchiare senza ambizioni di vita eterna. Molti anni dopo la sua morte sarà l'inizio della fine per le due donne...
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, FANTASY
  • Produzione: STEVE STARKEY, ROBERT ZEMECKIS PER UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UIP (1993) - CIC VIDEO, DE AGOSTINI

NOTE

- OSCAR 1993 PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI (KEN RALSTON, DOUG CHIANG, DOUGLAS SMYTHE, TOM WOODRUFF JR.).

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.

CRITICA

"Irriverente commedia nera sui riti orripilanti che inseguono l'illusione dell'eterna giovinezza, "La morte ti fa bella" è una fantasy satirica tutta giostrata sullo spirito di autoironia con cui Meryl Streep e Goldie Hawn si prestano a un dissacrante gioco al massacro e sui formidabili effetti speciali che fanno da contrappunto alla vicenda. Ma, nonostante i sorprendenti effetti visivi, la vicenda si frantuma in una paradossale, grottesca sarabanda caricata in eccesso, dove il kitsch più virulento anzichè farsi frizzante ed esplosivo si consuma in una meccanica ripetizione. Bizzarra, ma non beffarda." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana')

"Le due donne, ansiose di eterna bellezza, vanno in pezzi. Anche nella società dei consumi, la "manutenzione" è necessaria, si tratti di un'automobile o di una bionda "pozionata" da una maga. E' lo spunto del film di Robert Zemeckis, che ondeggia fra il comico, il grottesco ed il fantastico, ma che risulta agro e vagamente funerario. Nulla di astruso e incomprensibile, ma la tesi o se si vuole la moraletta arriva pure male, in quanto proclamata "presente cadavere" dal pulpito del celebrante in toni didascalici. Non è da escludere che il film solleciti qualche pensierino particolare agli americani, che della Morte hanno l'incubo e che, in ogni caso, i cadaveri li vogliono composti e dipinti. Le donne devono essere belle in vita (e figurarsi quando cominciano ad invecchiare o come qui stranamente avviene a morire deteriorate, sdrucite, seminando teste, braccia e gambe). Il film non è amaro e beffardo a livello di satira, nè risulta così drammatico quanto ad eventi e narrazione. Punta tutto su taluni effetti di creazione virtuosistica. Da citare Meryl Streep con la faccia girata sul collo a 180°, sorridente a picco sul fondo schiena, oppure Goldie Hawn con un enorme foro a mezzo stomaco al di là del quale si possono ammirare il pianoforte di casa, i tappeti ed il paesaggio." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 116, 1993)
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