La moglie più bella

ITALIA - 1969
Don Antonino Stella, capo della mafia in un paese siciliano, si lascia arrestare dai carabinieri sicuro di essere assolto al processo. In sua assenza, Vito Juvara, suo prediletto, pensa di continuarne l'opera assumendo verso gli altri tutti gli atteggiamenti del padrone. Egli ha messo gli occhi su Francesca Cimarosa, sedicenne e bella figlia di un povero terremotato, che vive del lavoro dei campi, e si fidanza con lei, ma la ragazza, sotto un aspetto dolce e remissivo nasconde un temperamento fiero ed orgoglioso per cui quando si accorge, dal comportamento di Vito, che questi la considera come un oggetto e non come un essere umano, rompe il fidanzamento. Il fatto è clamoroso e l'ironia nascosta della gente e quella più aperta dei nemici o dei seguaci ferisce l'orgoglio di Vito che, con l'aiuto di tre giovani, rapisce Francesca e la violenta, certo che essa gli chiederà di sposarlo. Ma le cose vanno diversamente: Francesca denuncia Vito alla giustizia che tuttavia non può procedere perché la denuncia non è sottoscritta dai genitori, i quali non avallano l'azione della figlia per paura di Vito, che li ha minacciati di distruggere il loro granaio. Ma la ragazza, con un gesto di assurda ribellione, incendia lei stessa il granaio, togliendo così a Vito ogni possibilità di rivalsa e ai genitori stessi ogni ragione di paura. L'aggressione a Francesca da parte dei complici di Vito e l'atteggiamento coraggioso di un'altra ragazza convincono finalmente i Cimarosa ad agire. Vito e i suoi amici vengono arrestati mentre Francesca piange amaramente sulla sua storia d'amore finita.
  • Altri titoli:
    The Most Beautiful Wife
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNISCOPE, TECHNICOLOR, 35 MM.
  • Produzione: EXPLORER FILM '58, PRODUZIONI ATLAS CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: PAC (1970) - MASTERVIDEO

NOTE

- ESORDIO DELL'ATTRICE ORNELLA MUTI.

CRITICA

"Imperniato sulla figura di una ragazza, il racconto si sviluppa senza momenti di pausa sostenuto da un linguaggio asciutto ed essenziale, da una appropriata scenografia e da un'atmosfera aderente al contesto sociale cui la vicenda si ispira." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 68, 1970)
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