La mia vita è uno zoo

We Bought a Zoo

USA - 2011
3/5
La mia vita è uno zoo
L'avventura ha sempre contraddistinto l'esistenza di Benjamin Mee. Rimasto vedovo e volendo offrire ai suoi figli - il 14enne problematico Dylan e la piccola Rosie - la possibilità di un nuovo inizio, Benjamin decide di usare i risparmi di una vita per comprare il Rosemoor Animal Park, uno zoo dismesso e popolato da numerose specie animali. La sfida non è semplice, ma con l'esperienza e la dedizione dello staff - capeggiato dalla responsabile Kelly Foster - l'umorismo e un incrollabile spirito di ottimismo Benjamin riuscirà a riportare lo Zoo al suo antico splendore. Ma anche, e soprattutto, a ritrovare la serenità e la voglia di ricominciare a vivere...
  • Durata: 124'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 2K/SUPER 35 (3-PERF), 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)
  • Tratto da: memorie "We Bought A Zoo: The Amazing True Story of a Young Family, a Broken Down Zoo, and the 200 Wild Animals That Changed Their Lives Forever" di Benjamin Mee
  • Produzione: JULIE YOR, CAMERON CROWE E RICK YORN PER LBI ENTERTAINMEN, VINYL FILMS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2012)
  • Data uscita 8 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani
Diamo il bentornato a un regista che dopo l'insuccesso di Elizabethtown mancava dal cinema di fiction da troppo tempo. Per rimettersi dietro la macchina da presa, Cameron Crowe ha scelto di adattare il romanzo autobiografico di Benjamin Mee, storia di un uomo che dopo la morte della moglie ha bisogno di ricominciare una nuova vita insieme ai due figli, e sceglie di farlo tentando di salvare uno zoo in decadenza. Lo spunto di partenza è quindi perfetto per il cinema di buoni sentimenti e storie comuni sviluppato al meglio da Crowe in film imperdibili come Jerry Maguire o Quasi famosi - per quest'ultimo ha ottenuto l'Oscar per la sceneggiatura originale.
E La mia vita è uno zoo regala al pubblico proprio quello che si aspetta, con la fluidità e l'ottimismo di chi sa raccontare una storia alla maniera di una volta. Personaggi densi, sentimenti esposti con gentilezza e incisività, situazioni capaci di intenerire. Tutto questo non va scambiato per semplice retorica, perché Crowe come nei suoi lavori migliori riesce in filigrana a raccontare anche temi drammatici come la difficoltà del superamento della perdita o la crisi familiare ad essa dovuta. Alcune battute e almeno un paio di sequenze sono cinema semplice ma grandissimo, come la scena finale in cui è impossibile non commuoversi. Matt Damon conferma di essere un attore che compensa un talento magari anche limitato con una considerevole intelligenza nel sapersi scegliere ruoli adatti. Unico neo della sceneggiatura è la delineazione non troppo approfondita dei personaggi femminili, affidati a Scarlett Johansson e all'astro nascente di Elle Fanning.
Forse il cinema di Cameron Crowe è rimasto un po' indietro rispetto alle coordinate più incisive dell'attuale commedia romantica americana. A noi poco importa, in quanto il suo modo di raccontare in maniera “classica” continua ad entusiasmarci. La mia vita è uno zoo è un film che scalda l'animo, e questo è un pregio che è veramente difficile mettere in discussione.

CRITICA

"Presente il tipo di commedia zoologico-familiare (di solito ci sono i delfini) dove, a tre quarti del film, tutto sembra andare a catafascio e invece no: poi avviene il miracolo e i problemi materiali si risolvono gioiosamente assieme a quelli psicologici? Cameron Crowe ('Almost Famous') è un regista a dir poco discontinuo; Scarlett non rifiuta una parte che sia una. Strano, invece, trovare coinvolto in questa commedia-fotocopia un attore come Matt Damon, tra i più ispirati della sua generazione nella scelta dei film da interpretare, siano megaproduzioni o piccole opere di qualità." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 giugno 2012)

"Basato sulle memorie del giornalista britannico Benjamin Mee, 'La mia vita è uno zoo' ne trasferisce la cornice dal Devonshire alla California, mettendo in risalto della storia l'aspetto molto americano di un sogno che diviene realtà. (...) Della commedia girata da Cameron Crowe si può dire al meglio che il suo rinfrescante ottimismo (nonché la simpatica presenza di animali vari) la rende particolarmente adatta per un pubblico famigliare. Cast di lusso con il sempre accattivante Matt Damon e una Scarlett Johansson versione country." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 giugno 2012)

"Bambini, animali, una tragedia alle spalle, un pizzico di romanticismo, e il gioco è fatto, o quasi. Cameron Crowe, che in passato ha raccontato la turbolenta routine di scatenate rock star, arriva oggi sugli schermi con 'La mia vita è uno zoo', storia di rinascita interpretata da Matt Damon e Scarlett Johansson e tratta dal romanzo autobiografico di Benjamin Mee. (...) Il film non riesce a sottrarsi al peso di meccanismi narrativi un po' scontati e decisamente retorici, ma è sostanzialmente un ottimo spettacolo per il pubblico delle famiglie." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 8 giugno 2012)

"Avete notato come i film per le famiglie siano diventati merce sempre più rara? O si passa dal solito cartone che strizzagli occhi a destra e a manca, oppure il panorama è desolante. Di tanto in tanto esce qualcosa ma le portate sul menu sono poche e striminzite. Questo 'La mia vita è uno zoo', per fortuna, rientra a pieno titolo in questo target famigliare, facendosi perdonare qualche sbavatura di troppo nella sceneggiatura. Tratto da una storia vera, il film ha come protagonista Benjamin Mee (Matt Damon), un giornalista specializzato nelle avventure estreme. (...) Per certi versi, ricorda il percorso compiuto da papà Clooney in 'Paradiso amaro'. Là, il cammino di formazione avveniva tramite un viaggio; qui, invece, padre e figli elaborano, a modo loro, il lutto nel mezzo di un'avventura tanto pazza quanto straordinaria. Il tutto servito da Cameron Crowe in maniera fin troppo genuina, con qualche sottotrama decisamente banalotta e a volte un po' ruffiana. Però, sarebbe come cercare il pelo nell'uovo. I vostri figli si divertiranno e alle signore scapperà anche di tirar fuori il fazzoletto dalla borsa." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 8 giugno 2012)

"Piacerà agli animalisti di tutto il mondo naturalmente. Perché li conforta nelle loro idee e pulsioni di sempre, e magari nei loro alibi. L'animalismo, secondo il regista Cameron Crowe e lo stesso Benjamin che ci ha scritto sopra un best seller) cura tutto e compensa tutto. Lenisce i dolori familiari (per lenire Damon potrebbe portarsi Scarlett tra le lenzuola, ma evidentemente gli basta guardare le zebre). Risolve i problemi adolescenziali e quelli generazionali (Benjamin e il figlio prima si parlavano a stento). Funziona anche come pace dei sensi (...) E per chi non ha i problemi di Benjamin, o se li ha non crede che per risolverli basti andare allo zoo? Costoro (non credo siano pochi) probabilmente assisteranno alla proiezione con qualche fastidio. Fastidio per il mare di lacrime e di melassa che ti travolge dalla prima inquadratura. Dosi di zucchero così massicce da spedire chiunque in coma diabetico (non sai se più ti intasa lo strazio per la tragedia iniziale o le pastorellerie delle sequenze conclusive). Fastidio per l'infelice ritorno di un regista un tempo amato, Cameron Crowe ('Saigon'). Fastidio per l'opaca, monocorde prova di Matt Damon, attore spesso catatonico che qui sarebbe costretto a recitare e non a vivere sulle situazioni creategli dagli altri (la serie 'Bourne')." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 giugno 2012)
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