La mia notte con Maud

Ma nuit chez Maud

FRANCIA - 1969
La mia notte con Maud
Michel, un giovane ingegnere, dopo esser vissuto dieci anni in America, ritorna alla natia Clermont-Ferrand. Una sola persona riesce ad interessarlo, Françoise, una ragazza di cui è sicuro d'essere innamorato anche se non la conosce, la vede soltanto percorrere la città in sella al suo motociclo e durante la messa festiva. Ritrova un vecchio compagno di scuola, Vidal, ora professore di filosofia, che una sera lo porta a casa di un'amica, Maud. Costei, giovane, divorziata e affascinante, partecipa alla discussione che l'aggressivo e ironico Vidal ha iniziato sull'amore e sui rapporti tra uomini e donne. Vidal torna a casa lasciandoli soli e durante la notte lo scambio di idee tra Michel e Maud continua e, alle confessioni del giovane, Maud risponde rivelando le ragioni del suo divorzio: la passione del marito per una studentessa e la morte tragica del suo amante. Il giorno dopo Michel rivede Françoise e riesce a fermarla ottenendo un appuntamento. La sera successiva i due si rivedono: ma la ragazza sembra riluttante ad accettare il suo amore. Michel non riesce a capire quale sia il segreto che nasconde la ragazza, ma decide di amarla incondizionatamente. Per sapere la verità dovrà aspettare molto tempo...
  • Altri titoli:
    My Night with Maud
    Six contes moraux III: Ma nuit chez Maud
    Six Moral Tales III: My Night at Maud's
    My Night at Maud's
  • Durata: 110'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: PIERRE COTTRELL PER LES FILMS DU LOSANGE, F.F.P., SIMAR FILMS, LES FILMS DU CAROSSE, LES PRODUCTIONS DE LA GUÉVILLE, RENN PRODUCTIONS, LES FILMS DE PLÉIADE, LES FILMS DES DEUX MONDES
  • Distribuzione: FIDA - NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- SUONO: JEAN PIERRE RUH.

- TRA GLI INTERPRETI: GLI INGEGNERI DELL'OFFICINA MICHELIN DI CLERMONT-FERRAND.

- PRIMA: MAGGIO 1969 FESTIVAL DI CANNES.

CRITICA

"Giocando abilmente sulla serrata dialettica che si svolge tra i quattro personaggi, l'autore è riuscito a ben congegnare una semplice storia basata appunto su un ininterrotto dialogo, conferendole un ritmo serrato e ricreando così un'opera avvincente e di notevole livello, aiutato in questo da una misurata interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 68, 1970).
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