La matassa

ITALIA - 2009
2/5
La matassa
Gaetano e Paolo sono due cugini, figli di due fratelli che non si parlano più da circa vent'anni. Olga, la socia in affari di Paolo, si impegna a rimetterli in contatto.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ATTILIO DE RAZZA PER TRAMP LTD IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM E SKY
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 13 Marzo 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Dopo Nati stanchi e Il 7 e l'8, Ficarra e Picone diventano parenti per il loro terzo film, La matassa, diretto (come il precedente) dal duo insieme a Giambattista Avellino. Cugini molto uniti nell'infanzia, ora lontanissimi a causa di un litigio che anni prima coinvolse i rispettivi genitori. Oggi, Gaetano (Ficarra) è titolare di una sgangherata agenzia matrimoniale che "assolda" anziani con i giorni contati per spose in cerca di cittadinanza, mentre Paolo (Picone) porta avanti il lavoro del padre, titolare del decadente Albergo Geraci a Catania e oggetto della contesa anni addietro. Proprio alla morte del genitore, i due cugini si rincontreranno per caso: truffaldino e carnefice uno, ipocondriaco e ingenuo il secondo, riusciranno a sotterrare l'ascia di guerra
Fedeli alla linea, Ficarra e Picone tornano al cinema senza snaturare la componente "classica" della loro comicità, poggiata sin dagli esordi sul contrasto caratteriale del duo, sul dinamismo vs. immobilismo che ha già fatto la grandezza di storiche accoppiate sia del piccolo che del grande schermo: ereditieri di una lite, i due cugini si ritrovano dapprima uno contro l'altro, infine complici al fine di salvare la pelle e mettere in scacco niente meno che un clan mafioso. Lo sviluppo del film è allegramente in sintonia con l'evoluzione dei personaggi, palese e prevedibile finché si vuole, ma non per questo stucchevole; comicità vecchio stampo, equivoci a non finire e una chicca da non perdere: il caratterista Domenico Centamore (intravisto ne I cento passi e nel Divo, tra i protagonisti della fiction Il capo dei capi), per la prima volta impegnato in una commedia, straordinario e incapace esattore mafioso con risatina stridula. La scena al bar dell'albergo in cui tenta di acchiappare al volo gli stuzzichini è da antologia.

NOTE

- GIRATO INTERAMENTE TRA CATANIA E PATERNO'. CON IL CONTRIBUTO DELLA FILM COMMISSION DI CATANIA.

CRITICA

Dalle note di regia: "I siciliani litigano in maniera particolare, mantenendo un silenzio ostile. E se qualcuno, che ha offeso, non comprende per quale motivo non gli si rivolge più la parola, vuol dire che si è fatto bene a rompere i rapporti."

"Dopo il fortunato 'Il 7 e l'8', Ficarra & Picone continuano a completarsi con disarmante candore: perdono il ritmo in una trama esilissima, lo ritrovano, sbandano tra impossibili personaggi collaterali trash, si esaltano nella toccata comica ingenua con fuga accelerata nei vicoli palermitani, musicati in tinta. Non fanno ridere, scacciano pensieri. (S)piccioli di simpatia e si sa quanto 'ne abbiamo di bisogno'. Hanno coraggio: la loro denuncia del racket e l'accanito sberleffo ai caratteri mafiosi (con ottimi caratteristi) ha più vigore di quanto non sembri in commedia." (Alessio Guzzano, 'City', 13 marzo 2009)

"Eccoli al terzo film Ficarra & Picone, un marchio di fabbrica che mantiene quel che promette: risate a volontà. 'La matassa' è una divertente commedia degli equivoci, più oliata dello striminzito 'Nati stanchi' dell'esordio e del pur spassoso 'Il 7 e l'8'. (...) Inutile raccontare una trama davvero fragile, basta la buffa girandola di quiproquo condita da una raffica di battute, perfino troppe per un solo film. Quel che conta è che sono (quasi) tutte molto spiritose." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 13 marzo 2009)

"Storditi da commediole e commediacce, quasi dimenticavamo che anche a casa nostra si fa buon cinema comico di stampo classico. Quello che non si limita a filmare un copione tutto doppisensi e gag malandrine, ma costruisce situazioni e le fa evolvere. Che non spreme uno o più mattatori, ma lavora su tutti i ruoli. Che non si abbandona a facili caricature ma deforma, sublima, punzecchia, portando la realtà su un altro registro. Tutto questo accade nel terzo film di Ficarra & Picone, il secondo diretto con Giambattista Avellino dopo 'Nati Stanchi', che aveva invece la regia di Dominick Tambasco." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 marzo 2009)

"Ficarra & Picone usano la commedia per dire cose non banali sulla Sicilia e sulla 'quotidianità' della mafia e della sua cultura."(Alberto Crespi, 'L'Unità', 13 marzo 2009)

"Non si rimprovera una coppia comica di notorietà televisiva se, per il suo ritorno al cinema, cerca un soggetto blindato con ingredienti di repertorio. (...) Il problema è altrove: uno sketch e una commedia di un'ora e mezza sono cose molto diverse. Qui mancano del tutto i tempi comici. Né fa ridere di più ripetere le gag tre o quattro volte, come il finale delle barzellette." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 marzo 2009)

"Battuta di arresto dopo il bel debutto con 'L'8 e il 9' per l'ineffabile duo Ficarra e Picone alla regia del secondo film con il fedele Giambattista Avellino. (...) Due attori bravi e simpatici, ma il racconto non parte mai, c'è come un pudore ad usare le armi storiche della risata, incominciano a correre a cinque minuti dalla fine. Alcune osservazioni sono gustose, dal grassone che sembra uscito da una comica di Charlot al poliziotto che riprende con il telefonino non eroiche gesta. Malinconia soffusa, tocchi di surreale sparsi ma anche scarsità di idee, gag, battute: la matassa si arrotola assai. Ma è bravo Pino Caruso." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 marzo 2009)
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