La maschera di cera

House of Wax

AUSTRALIA, USA - 2005
La maschera di cera
Un gruppo di ragazzi diretto ad una partita di football, si imbatte in due fratelli squilibrati che gestiscono un museo delle cere le cui attrazioni sono composte dai corpi degli sfortunati visitatori...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Tratto da: basato sulla pièce "Waxworks" di Charles Belden
  • Produzione: ROBERT ZEMECKIS, JOEL SILVER, L. E SUSAN LEVIN, RICHARD MIRISCH PER WARNER BROS., DARK CASTLE ENTERTAINMENT, VILLAGE ROADSHOW PICTURES, SILVER PICTURES, IMAGEMOVERS
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA
  • Vietato 14
  • Data uscita 27 Maggio 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Sei giovani (tra cui Elisha Cuthbert e Paris Hilton) in trasferta per un’importante partita di football. Pernottamento in tenda e, al risveglio, una delle due macchine è fuori uso. Raggiungere la cittadina di Ambrose per il pezzo di ricambio non sarà la migliore delle idee: due gemelli stanno ridando “vita” alla piccola città incerando i corpi degli sprovveduti visitatori. Remake dell’omonimo lavoro di André De Toth, datato 1953 e con Vincent Price (a sua volta rifacimento del precedente Mistery of the Wax Museum, diretto da Curtiz nel ’33), il primo lungometraggio dello spagnolo Collet-Serra è un horror abbastanza truculento e, tutto sommato, riuscito. La variazione sul soggetto originario (il mistero che accompagna, sin dal prologo, l’infanzia dei due gemelli maniaci) è meno dozzinale di quanto si potesse temere e lo svolgimento progressivamente rivelatore del plot (che forse andava tagliuzzato in alcuni punti “morti”) riesce a tenere desto l’interesse dello spettatore. Il macabro mistero che attanaglia la città fantasma di Ambrose – da tempo sconosciuta anche alla mappe stradali –  trova splendida significazione in quel piccolo cinema dove, a ripetizione, viene proiettato l’indimenticabile Che fine ha fatto Baby Jane?, con Bette Davis (ri)chiamata ad esibirsi per un pubblico che difficilmente distoglierà mai lo sguardo da lei. Il finale esageratamente pirotecnico nulla aggiunge ad un dignitoso prodotto di genere che, lasciando presupporre un ipotetico prosieguo, regala emozioni forti soprattutto in una sequenza: l’uccisione di Paris Hilton. Pregevolmente truce.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "LA MASCHERA DI CERA" CON VINCENT PRICE, DIRETTO NEL 1953 DA ANDRE' DE TOTH.

CRITICA

"Ci risiamo con i coatti dell'horror-splatter. Pubblico giovanissimo in religioso silenzio, altro che ironia, ossa fracassate, torture indicibili, mutilazioni inimmaginabili. E naturalmente una citazione d'autore: 'Che fine ha fatto Baby Jane?', tanto per arruffianarsi la giovane critica. Quanto al titolo, i classici della Warner non c'entrano nulla. Ancora una volta si saccheggia il cinema del passato, quello che aveva dignità e valore, cambiandone ambientazioni e regole, senza alcuno stile, senza neanche la pietosa bugia dell'orrore terapeutico. (...) Tra sgozzamenti e teste mozze si arriva al finale che lascia intendere che la faccenda purtroppo non è finita." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 3 giugno 2005)

"Piccolo grande cult horror, rivisitazione (non remake) di un classico della paura in cui il solito gruppo di teenager va a finire in braccio allo psicopatico e al suo mondo di cera. Non aprite quella cavolo di psycho porta del museo: dopo un inizio stentato, l' incubo parte alla grande, curva nel fantastico e riesce a farsi metafora. Chissà, forse del cinema: l' ultimo spettacolo del paese nascosto è Baby Jane ( scena geniale) e tutto il mondo è di cera. Fino all' ultima barocca scena alla Poe Corman con incendio e maxiscioglimento di candele. Il finale? Non tranquillizza. Nel cast Paris Hilton." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 giugno 2005)
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