LA LUCIANA

ITALIA - 1954
A Napoli, Maria, vincendo un concorso di bellezza viene eletta reginetta del quartiere col nome di "Luciana". Il suo successo però non riesce gradito a suo padre, Don Gennaro, che non avrebbe voluto che partecipasse al concorso. Ilaria è innamorata d'Alberto, un giovane, che studia musica al conservatorio: ella si considera a lui promessa, ma suo fratello Vincenzino osteggia questa relazione e avendo incontrato un giorno Alberto, gli proibisce di parlare con sua sorella, rinfacciandogli la sua nascita illegittima. Alberto, vivamente addolorato, trova conforto nell'arte, mentre Maria si strugge. Don Gennaro è in relazione d'affari con un certo Mario Coppola, un italiano, che ha vissuto in America ed ha con sé Ferdinando, un tipo allegro, che si fa chiamare Ferdy. Vincenzino, che fa del contrabbando, è in relazione con un Gomez; ma un giorno s'accorge che i contrabbandieri, coi quali lavora, sono in realtà delle spie. Preso dal rimorso, non volendo tradire la Patria, affida a Ferdy delle pellicole e dei documenti che avrebbe dovuto consegnare a Gomez, poi si reca da quest'ultimo e gli dichiara di non voler più collaborare con lui. Gomez si vendica, uccidendolo. La polizia inizia le indagini sull'assassinio: poiché è noto che Vincenzino ha avuto in passato un alterco con Alberto, i sospetti della polizia s'accentrano su quest'ultimo. Intanto Coppola è venuto a sapere che Alberto è suo figlio: convinto che Alberto è innocente, Coppola, dopo aver inviato alla polizia i documenti, che Vincenzino ha consegnato a Ferdy, si reca da Gomez per indurlo a confessare la verità. I due uomini vengono alle mani: all'arrivo della polizia Gomez fugge e, prima di precipitare dalla scogliera, ferisce gravemente la sua amante e complice Yvonne. Questa fa ampia confessione delle loro comuni malefatte, poi muore. Alberto, che ha trovato un padre, può sposare Maria: dopo il matrimonio i due partono sul panfilo di Don Gennaro.

CAST

CRITICA

"Il film ricalca motivi e situazioni ormai sfruttate: i vari intrecci sono condotti con scarsa abilità di modo che le situazioni previste sin dagli inizi non destano interesse (...)". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XXXVII, 1955).
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