La Llorona - Le lacrime del male

The Curse of La Llorona

USA - 2019
3/5
La Llorona - Le lacrime del male
La Llorona, donna piangente, ha la colpa di aver annegato i suoi figli in preda ad un raptus di rabbia e gelosia, per poi gettarsi nello stesso fiume, disperata. Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e tutti coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati. Negli anni '70 a Los Angeles, La Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Un'assistente sociale non prende sul serio l'inquietante avvertimento di una madre in difficoltà sospettata di mettere in pericolo i bambini, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi figli, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale.
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Produzione: GARY DAUBERMAN, EMILE GLADSTONE, JAMES WAN PER ATOMIC MONSTER
  • Distribuzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT
  • Vietato 14
  • Data uscita 17 Aprile 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
La Llorona – Le lacrime del male comincia senza perdere tempo. Un breve flashback, senza tante spiegazioni, e ci ritroviamo nel presente di una famiglia orfana del padre. Eppure, a giudicare dal tono di un frizzante piano sequenza, la madre e i due figli stanno bene. Anzi, alla grande.

Questo, nonostante il lavoro di Anna (Linda Cardellini) non sia dei più allegri: è un’assistente sociale sommersa di incarichi, ognuno legato a bambini in difficoltà. È proprio esaminando uno di questi che la donna si imbatterà in qualcosa di ancora più oscuro e spaventoso.

New entry nell’universo horror di Warner Bros nato da The Conjuring (la regia sottolinea anche questo, con rimandi e personaggi preesistenti), La Llorona mostra grande dinamismo nel costruire, continuamente, le condizioni ideali di tensione. È un peccato che, nel finale, proprio quelle condizioni si facciano più fredde e artificiose.



Chaves sembra sapere il fatto suo, flirtando con i jumpscare al limite dell’abuso. La “donna che piange” prende di mira i minori, contrapposta a una madre di due e assistente sociale: è un conflitto che mostra sin da subito grande efficacia tematica. D’altronde sentirsi indifesi e in pericolo, proprio come bambini, è un sentimento universale e terrificante.

Tuttavia, dopo aver costruito una struttura solida, seppure priva di grande profondità, La Llorona tradisce il suo stesso pubblico e rallenta. Nella seconda metà, alla ricerca di una soluzione, ricorre a rimedi semplicistici, legittimati frettolosamente, e colpi di scena scontati. L’ultimo terzo del film è una sfida potenzialmente ansiogena e claustrofobica, risulta invece caotica e poco credibile. Anche, anzi, soprattutto in confronto al resto.

Rimane una prova convincente della protagonista. Sottotono, invece, il co-protagonista pro tempore Raymond Cruz, celebre per il suo ruolo in Breaking Bad. Qualche trovata registica merita il plauso di un debutto non male, ma che poteva capitalizzare ancor di più. Sarà per il prossimo horror.
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