LA LEGGENDA DI GENOVEFFA

ITALIA - 1962
Sigfrido conte di Treviri, preso d'amore per la bella Genoveffa di Bramante, la sposa e la conduce nel suo castello. Dopo qualche tempo Sigfrido, dovendo partecipare, coi suoi vassalli, alla crociata, è costretto a lasciare la sposa, che affida alla custodia di Golo, suo scudiero. Rimasto, assoluto padrone, nel castello del suo signore, Golo, segretamente innamorato di Genoveffa, cerca di farla sua. Esasperato per le ripulse della donna, si vendica, suscitando contro di lei ingiuriosi sospetti, ed intercetta i suoi messaggi allo sposo. Sigfrido, reso diffidente dal silenzio della sposa, manda al castello il barone Drago, cugino di Genoveffa e suo amico, coll'incarico d'indagare. Malgrado i maneggi ostili di Golo, Drago penetra nelle stanze di Genoveffa; ma quando n'esce viene ucciso da Golo. Questi sparge la voce che questi era l'amante della cugina. Informatone, Sigfrido ordina che Genoveffa venga decapitata; ma i soldati, incaricati dell'esecuzione, mossi da pietà, la lasciano libera nel bosco. Alcuni anni più tardi, Sigfrido ritorna al castello e sorprende Golo, che nei bagordi cerca di soffocare il rimorso. Investito dal conte, Golo afferma l'innocenza di Genoveffa e s'uccide. Avendo appreso che la sposa non venne decapitata, Sigfrido ne va in cerca e la trova nel bosco col suo bambino.

CAST

CRITICA

"Un modesto film italiano diretto da un viennese, che riprende un argomento popolare già precedentemente portato sullo schermo. Gli interpreti dimostrano impegno e buona volontà, senza peraltro riuscire ad elevare di molto il livello artistico e il tono generale del lavoro". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 7/8, 30/4/1952).
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