LA GRANDE AVVENTURA

ITALIA - 1954
Dopo Novara molti patrioti accorrono a Roma, per contribuire alla difesa della Repubblica: anche un gruppo di ragazzi bolognesi scappa di casa per andare a combattere nelle file dei garibaldini Ad un patriota milanese, il conte Angelo De Marchis viene affidato l'incarico di consegnare al governo della Repubblica la somma di tremila sterline, raccolte in Inghilterra tra gli emigrati italiani. Avutone sentore, il governatore militare di Milano mette alle calcagna del conte un'avventuriera, la contessa Sara Mondini, che dovrà cercare di sottrarre al De Marchis le sterline. Presentatasi al: conte come sorella di un garibaldino; Sara cerca con tutti i mezzi di destare l'interesse del De Marchis, mentre d'accordo con due agenti segreti, tenta d'impossessarsi del denaro. Il tentativo viene sventato da un giornalista inglese, amico del conte. Smascherata la donna il De Marchis, per sfuggire alle trame dei due agenti, lascia di nascosto l'albergo della posta e cerca di raggiungere Roma a cavallo. Inseguito dai due agenti, non si lascia catturare, ma viene gravemente ferito. In un bosco incontra il gruppo dei ragazzi bolognesi e ad uno di essi, Mustafà, affida il denaro incaricandolo di portarlo a Roma. Mustafà è costretto a pernottare in una locanda, dove sono in agguato i due agenti: avendo intuito che il ragazzo ha con sé le sterline, l'inseguono e lo feriscono mortalmente. Raggiunto da una pattuglia di garibaldini Mustafà ha ancora la forza di far nota la sua missione: egli avrà onorata sepoltura alle porte di Roma, dove sono giunti nel frattempo De Marchis e gli altri ragazzi.

CAST

CRITICA

"E' un lavoro molto modesto: regia, recitazione, fotografia sono mediocri. La recitazione dei ragazzi manca di naturalezza". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche", Vol. XXXVII, 1955).
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