La gerla di papà Martin

ITALIA - 1940
Dall'omonimo lavoro teatrale. Papà Martin, facchino al porto di Le Havre, risparmiando su tutto e lavorando fino a tarda età, ha potuto assicurarsi una vecchiaia tranquilla e ciò che per lui era sopra tutto interessante, ha potuto far studiare suo figlio all'università di Parigi. Il ragazzo, però, si lascia facilmente fuorviare dalle cattive compagnie e, datosi al giuoco ed ai bagordi, finisce con il firmare delle cambiali per una vistosa somma avallandola con il nome del padre. Quando la cosa è conosciuta da Papà Martin, egli - per evitare che la propria moglie apprenda le malefatte del figliuolo - le dichiara di aver perduto ogni suo avere in speculazioni sbagliate e ritorna a lavorare nel porto. Il figlio, pentito, si arruola come marinaio e, dopo una lunga navigazione, ritorna trasformato e con un impiego presso la compagnia di navigazione. L'usuraio che possedeva le cambiali muore tragicamente. La tranquillità ritorna nella casa del vecchio Martin, allietata dal fidanzamento di suo figlio con una buona compagna d'infanzia.

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