La fuga di Teresa

ITALIA - 2011
La fuga di Teresa
Teresa è una sedicenne che non riesce ad accettare il suicidio della madre Laura e per conoscere la verità decide di scappare di casa per intraprendere un lungo viaggio con l'amico Miki, innamorato di lei. Ripercorrendo i luoghi e incontrando le persone del passato, Teresa scopre, infine, la triste e sconvolgente verità sulla morte della donna.
  • Altri titoli:
    Mai per amore: La fuga di Teresa
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FILM TV
  • Produzione: TONINO NIEDDU, CLAUDIA MORI PER RAI FICTION, CIAO RAGAZZI!

NOTE

- LA COLLANA "MAI PER AMORE" (IN ONDA SU RAI UNO TRA APRILE E MARZO 2012) PRENDE IL TITOLO DAL BRANO OMONIMO, SCRITTO E CANTATO DA GIANNA NANNINI, CHE È ANCHE LA COLONNA SONORA AI QUATTRO FILM TV DELLA COLLANA. GLI ALTRI SONO: "TROPPO AMORE" (REGIA DI LILIANA CAVANI, CON ANTONIA LISKOVA E MASSIMO POGGIO); "RAGAZZE IN WEB" (REGIA DI MARCO PONTECORVO, CON CAROLINA CRESCENTINI E FRANCESCA INAUDI); "HELENA E GLORY" (REGIA DI MARCO PONTECORVO, CON BARBORA BOBULOVA E THOMAS TRABACCHI).

CRITICA

Dalle note di regia: "Quando mi è stato offerto di girare uno dei film della collana 'Mai per amore' ho accettato immediatamente perché il tema mi sta molto a cuore (...). Ho scelto di raccontare una storia di violenza psicologica all'interno di una famiglia borghese, apparentemente tranquilla e serena, dove tutto fila liscio. Spesso leggiamo di donne molestate, picchiate, uccise dai loro stessi uomini, ma si racconta pochissimo delle donne che giornalmente subiscono umiliazioni e atti di prevaricazione dentro le mura domestiche, dove una donna dovrebbe sentirsi al sicuro (...). Credo sia un problema abbastanza diffuso tra gli uomini, anche tra quelli colti, illuminati, che apparentemente combattono insieme alle loro compagne per l'emancipazione femminile, ma si sentono minacciati quando questa richiesta si manifesta nella loro casa e quindi li tocca personalmente (...). Non credo, però, che la violenza sulle donne, intendo fisica e psicologica, sia in aumento rispetto ad alcuni anni fa. Semplicemente oggi se ne parla di più, i media hanno deciso di occuparsene e le donne, per fortuna, hanno capito che il proprio aggressore va denunciato. È la prima volta che lavoro per la tv in Italia, ma ho accettato con piacere perché credo che attraverso la televisione si possa raggiungere un pubblico molto più vasto di quello cinematografico (...). Trovo, tra l'altro, che sia molto coraggioso decidere di mandare in onda sulla rete ammiraglia della Rai una serie che affronta una tematica così dolorosa. E, di contro, è giusto che sia così anche per contrastare tutti quei programmi che pensano che l'emancipazione della donna passi soltanto attraverso un bel sedere. Ma quelle donne, si sa, non fanno paura, anzi... A far paura sono quelle che vogliono usare la testa per far carriera."
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