La femme du cinquième

FRANCIA, POLONIA, GRAN BRETAGNA - 2011
2/5
La femme du cinquième
Tom Ricks, docente di cinema di una piccola università americana, fugge a Parigi per riconquistare l'affetto della moglie e della figlia, dopo uno scandalo che gli è costato il lavoro. Tuttavia, il suo piano non va a buon fine e Tom si ritrova confinato in uno squallido hotel e a lavorare come guardia notturna. Poi, un giorno, la misteriosa Margaret irrompe nella sua esistenza dando vita a una passionale relazione dai risvolti noir.
  • Altri titoli:
    The Woman in the Fifth
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Douglas Kennedy
  • Produzione: HAUT ET COURT, FILM4, SPI INTERNATIONAL POLAND, THE BUREAU

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Dopo My Summer of Love, un altro libero adattamento per il polacco trapiantato in UK Pawel Pawlikowski, The Woman in the Fifth, dal romanzo di Douglas Kennedy, in lizza per il Marc’Aurelio d’Oro. Protagonista Ethan Hawke, con occhiali da talpa e penna stitica: un solo romanzo all’attivo, e Parigi, per riabbracciare moglie e, soprattutto, figlia. Non va così, e si ritrova senza un soldo in una squallida pensione, costretto  a fare la guardia notturna in situazione losca. Per fortuna, incontra una vedova di letteratura, Kristin Scott Thomas, che lo accudisce, lo soddisfa sessualmente e intellettualmente. Ma…
Parte come “un film francese” di rovelli e perdenti, con un po’ di rive guache, un po’ di pied noirs, incrocia il realismo della marginalità di Ethan e il simbolismo immaginifico, bucolico e flou della sua narrativa: lui è un po’ qui tra noi, molto di più altrove, dove vorrebbe portare e riabbracciare la figlioletta. Ma le presenze oniriche, anzi, fantasmatiche non sono finite, e hanno pure carne, ossa e tatto (e che tatto!): come sempre, cerchez la femme, e dimenticatevi il resto, se non voi, sicuramente il buon Ethan. Lui si sacrifica all’immaginazione che tutto può e nulla concede, il film all’immaginazione che troppo può e nulla stringe: sballato il mix tra qui e là, ovvero realismo e sovrannaturale, vi potreste sentir presi per i fondelli. Con (più di) qualche buona ragione.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA VI EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2011).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy