LA FABBRICA DELL'IMPREVISTO

ITALIA - 1942
Il conte Alberto, giovane e simpatico rampollo di una aristocratica famiglia e fidanzato contro voglia alla cugina Geltrude, capita in una sala di riprese cinematografiche - allora agli albori - e si innamora di una diva. Il conte invita gli artisti ad un ricevimento a casa sua e per dare ad essi un saggio della sua fantasia, inscena, con l'aiuto di due vagabondi, una rapina a mano armata, spogliando dei gioielli tutti gli invitati. La sua intenzione era di restituire la refurtiva a scherzo ultimato, ma per un seguito di circostanze non può metterla in pratica e si trova, con spavento, ad essere sospettato come ladro sul serio. Alla fine, dopo varie comiche vicende, tutto si accomoda, il conte sposerà la diva e Geltrude verrà iniziata alla nuova arte da un intraprendente divo.

CAST

NOTE

IL FILM E' STATO GIRATO NEGLI STABILIMENTI DI CINECITTA'.

CRITICA

"[...] Jacopo Comin ha messo più precisione ed umore nella rievocazione del primo antiguerra che fa da sfondo e da lubrificante ironico al film, che nella comica messa a punto e movimentazione delle avventure in se stesse. Maurizio D'Ancora che è l'eroe ideale di questi imbrogli amatori specialmente se ambientati in quel tempo, è il contino in cerca d'emozioni. Vera Bergman è, con sentimentale compunzione, la diva e Nerio Bernardi, con impressionante coincidenza fisica e mimica, il divo del "muto" (...)". (S. De Feo, "Il Messaggero", del 13.06.1943).
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