La donna è un male necessario

I Am a Camera

GRAN BRETAGNA - 1955
Christopher Isherwood è un giovane aspirante scrittore inglese che, in cerca di fortuna, si è trasferito a Berlino dove per mantenersi dà lezioni di lingua. Una sera in un'osteria, conosce Sally, una ragazza esuberante, maliziosa, ma allo stesso tempo disarmante. La ragazza racconta la sua storia: truffata da un malvivente, è rimasta senza denaro ed ora non sa dove andare a vivere. Christopher, commosso, la porta nella sua pensione e si offre di ospitarla. Sally accetta e per un po' i due vivono come due camerati. Quando conoscono Clive, un giovane miliardario americano, la loro vita cambia radicalmente perché, al suo seguito, frequentano feste, locali e personaggi importanti. Dopo qualche tempo, Clive li invita entrambi ad una crociera e al loro ritorno Sally confida a Christopher di aspettare un bambino dal miliardario. Lo scrittore, che nel frattempo ha ottenuto un ingaggio come corrispondente da un editore americano, si offre di sposarla e lei dopo aver riflettuto se tenere o meno il bambino, accetta. Ma poiché le sue previsioni erano sbagliate, Sally dopo qualche tempo fugge a Parigi per raggiungere un amico di Clive che le ha offerto di fare del cinema. Passano molti anni e Christopher, divenuto uno scrittore famoso, incontra Sally dal suo editore. Anche lei è diventata una scrittrice ma è ancora senza soldi. Christopher la porta di nuovo a casa con sé.
  • Durata: 95'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: Libro "Berlin Stories" di Christopher Isherwood e testo teatrale di John Van Druten
  • Produzione: ROMULUS FILMS LTD.
  • Distribuzione: DEAR

CRITICA

"Il vivace personaggio di Sally, efficacemente interpretato dall'attrice Julie Harris, conferisce al film un certo interesse. Il lavoro non risulta però ben calibrato, sia per gli accenni ad eventi politici, che contrastano col carattere generale del film, sia per altre scene, in cui la vicenda, dal livello più intelligentemente umoristico, decade fino ad assumere toni farseschi." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 39, 1956)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy