La danza dei milioni

ITALIA - 1940
Un giovane, nonostante il suo titolo di studio, non riesce a trovare lavoro e, dopo vari tentativi, chiede a un suo compagno di scuola, che è segretario del Presidente di una importante banca ungherese, a fargli avere una scrivania nella sua stanza e a farlo passare per un impiegato. L'abilità del giovane, ed anche la sua faccia tosta, fanno sì che in breve sia notato dai funzionari dell'Istituto bancario. Ben presto un affare che ha progettato lui finisce per essere preso in seria considerazione dai dirigenti della banca, dai rappresentanti del ministero e da altre organizzazioni finanziarie. Nasce così dal nulla un grandioso consorzio per il finanziamento di opere pubbliche. L'audacia del giovane ha vinto: viene messo a capo della organizzazione e può sposare la figlia del presidente.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: LUCIANO MUSSA.

- IL FILM E' STATO GIRATO NEGLI STABILIMENTI DI CINECITTA'.

CRITICA

"[...] non si creda che abbiamo scoperto un nostrano Lubitsch, o un Capra. Ma insomma il regista Mastrocinque ci ha procurato, in una produzione modesta, una lieta sorpresa. Il soggetto, che deve essere di fuorivia) è molto buono, lo scenario di Luigi Zampa eccellente, la regia sorvegliata e piena di gusto. Ma la novità consiste negli attori di secondo piano. E' la prima volta che vediamo un'opera di fattura corrente, cioè che non deve superare il milione e mezzo di costo, degli attori che sanno quello che fanno. [...] il comico Campanini è a posto e si avvia a diventare un Everett Horton di Cinecittà; tutti gli altri sono visti senza quella approssimazione che perde tanti nostri film". (Volpone [Pietro Bianchi], "Il Bertoldo", 20 settembre 1940)
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