La custode di mia sorella

My Sister's Keeper

USA - 2009
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La custode di mia sorella
A soli due anni, alla piccola Kate Fitzgerald viene diagnosticata la leucemia. I suoi genitori, Sara e Brian, dopo aver affrontato e superato una serie di questioni etiche e morali, decidono di mettere al mondo un altro figlio, geneticamente compatibile con la piccola, che possa salvarle la vita. E' così che a Kate e a suo fratello maggiore Jesse si aggiunge la sorellina Anna. Crescendo, le due bambine sviluppano un legame molto forte, soprattutto a causa delle lunghe degenze ospedaliere per le cure di Kate, ma raggiunta l'età di 11 anni, Anna decide di rivolgersi ad un avvocato per esercitare il suo rifiuto a sottoporsi ad ulteriori interventi chirurgici e trasfusioni e fa causa ai suoi genitori. La famiglia Fitzgerald entrerà così in una profonda crisi, ma la decisione di Anna si rivelerà invece utile per l'intero nucleo familiare.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Tratto da: romanzo "La custode di mia sorella" di Jodi Picoult (ed. TEA, coll. Teadue)
  • Produzione: CURMUDGEON FILMS, GRAN VIA PRODUCTIONS, MARK JOHNSON PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 4 Settembre 2009

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Dal bestseller omonimo di Jodi Picoult (2004), ecco La custode di mia sorella, vita, morte e dolori della famiglia Fitzgerald. Portata sullo schermo da Nick Cassavetes, la saga ha per protagoniste le due sorelle: la teenager Kate (Sofia Vassilieva), che colpita dalla leucemia in tenera età continua a fare dentro e fuori dagli ospedali, e l'undicenne Anna (Abigail Breslin, la baby-star di Little Miss Sunshine), concepita in vitro quale "officina ricambi" per Kate: sangue, midollo spinale e altre risorse organiche. Ma Anna non ci sta e va da un avvocato (Alec Baldwin) per perseguire la “medical emancipation”, che la libererà dall'obbligo di donare alla sorella: papà Brian (Jason Patric) e soprattutto mamma Sara (Cameron Diaz), interamente devota a Kate, non la prenderanno bene… La storia non è male, anzi, offre più di un sentiero morale, filosofico e scientifico nel territorio caldo della bioetica, di cui il regista di John Q. non dovrebbe essere a digiuno. Ma sono solo interessanti appigli che il film fa di tutto per eludere, percorrendo un'unica via: la Via Crucis di lacrime, sangue e ancora lacrime, a uso e consumo di kleenex. Un'occasione sprecata a tavolino, che conferma la mediocrità di Cassavetes: preso sotto custodia da tutto, fuorché il Cinema.

NOTE

- PRESENTATO IN 'PIAZZA GRANDE' AL 62. FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO (2009).

- LA REVISIONE MINISTERIALE DI APRILE 2010 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Un melodramma familiare elegante e ben confezionato, ma ricattatorio al di là di ogni sopportazione, che il figlio d'arte Nick Cassavetes ha tratto da un lagnosissimo romanzo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 settembre 2009)
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